Fino, sensibile, un naso così non ce l’hanno nemmeno i cani da tartufo. Mirko era seduto di fronte al computer quando alle sue narici è arrivato un odore acre che ha acceso il lobo frontale nel suo cervello, quello che controlla le situazioni di rischio: «Ma questo è fumo!». Mirko è un pompiere, non ha avuto nemmeno il tempo per un dubbio. E nemmeno ha dato il tempo alle gambe di realizzare cosa stava succedendo che già aveva spalancato la porta di casa. Il naso incollato alla traccia di fuliginosa brace che si perde negli odori della sera ma che è una linea inconfondibile tra le altre. Non è lontano suggerisce il cervello, l’odore è piuttosto intenso e gli occhi partono subito alla ricerca dell’altro indizio fondamentale: il fumo. È già sera ma camminando un poco tra le case di via Corcia e più si avvicina all’inizio della piccola stradina a Romagnano più il puzzo si fa intenso, totalizzante. Ed è a quel punto che il fumo lo vede. Esce lento da una casa all’inizio della strada, ma per il resto tutto è immobile nella villetta. Le luci dentro sono accese, ma nessun movimento apparente. Almeno a guardare da fuori. Mirko sa perfettamente cosa fare in questi casi. E anche in questo caso non esita. Non ha addosso la divisa rossa, ma non è quella a fare di lui un vigile del fuoco. L’addestramento, il coraggio, la voglia di aiutare gli altri non si sfilano come una tuta. Chiama da fuori, chiama due o tre volte. Non risponde nessuno. Anzi, no. Un cane. Abbaia, si fa sotto al cancello appena lo sente. Da dietro le sbarre continua a latrare contro l’estraneo che si è avvicinato alla sua casa. Non pare troppo minaccioso, in verità, solo diffidente. Ma la prudenza non è mai troppa. Intanto si sono avvicinati un po’ di vicini, perché il puzzo si è fatto più forte e aleggia in tutto il quartiere. Mirko fa amicizia con il cane, gli tende una mano e il tartufone bagnato del cane si poggia. Abbassa la testa e si lascia accarezzare. Guadagnata la fiducia dell’animale, Mirko decide che può scavalcare il cancello. Da dentro, nonostante i numerosi richiami, non arriva ancora nessuna risposta. La porta è aperta con la luce accesa, qualcuno in casa dovrebbe esserci.
E infatti quando Mirko entra trova una stanza piena di fumo, con la cucina che sta andando in fiamme. Sul divano scorge la figura di un uomo sdraiato. Sembra immobile e non reagisce quando lo chiama. Si avvicina, lo prende per il polso ma l’uomo resta incosciente. Nel frattempo ha già avvisato i colleghi che stanno arrivando. Ma quella persona va tirata fuori di lì. Lo prende con cautela sulle spalle e lo porta fuori dalla stanza ormai piena di fumo.
L’uomo rimane incosciente e i vicini chiamano anche un’ambulanza. Non sembra stare male, solo un po’ stonato. Mirko poi va dietro casa, trova una gomma da giardino  per innaffiare le piante. La prende e con quella comincia a spegnere l’incendio. Pare che l’uomo avesse cominciato a cucinare dimenticando le stoviglie sulla fiamma addormentandosi.
I colleghi in servizio, arrivati con la cisterna, hanno poi spento del tutto le fiamme. L’uomo sta bene ed è tornato in casa.

il tirreno