Sospesi i bandi delle periferie. La notizia arriva direttamente da Roma dove in Senato un emendamento al decreto Milleproroghe congelerebbe per due anni i progetti da milioni e milioni di euro lasciando decine di comuni, tra cui Massa e Carrara, senza fondi. E’ un fulmine a ciel sereno per le amministrazioni a cui proprio scadevano i termini per inviare al ministero i progetti esecutivi. A Massa mancheranno 14 milioni di euro, 15 milioni a Carrara. L’unica comunicazione arrivata a Carrara, all’assessore ai Lavori pubblici Andrea Raggi è per una proroga, al 15 settembre, per la consegna dei progetti dei definitivi. “Non abbiamo ancora comunicazioni ufficiali – dichiara invece l’assessore Marco Guidi – ma la notizia lascia un po’ perplessi perché per Massa permetteva il recupero di zone degradate partendo dalla stazione, passando dall’area poggi e dalla riqualificazione di villa Rinchiostra”. “In queste ore cercheremo di capire che tipo di sospensione sia, se tecnica o per altre questioni e ci interfacceremo col ministero – aggiunge l’assessore – se la questione si risolve in tempi certi e celeri bene, altrimenti dovremo capire dove reperire i fondi perché quelle zone non possono essere lasciate nello stato di degrado in cui sono. Soldi che il territorio aspettava e c’è da fare chiarezza”. Nel chiedere chiarezza Guidi si associa al presidente dell’Anci Antonio Decaro “preoccupato dalla ‘sospensione’ delle convenzioni del Bando periferie, atti già firmati dalla Presidenza del Consiglio e dagli enti interessati”. “Valuteremo insieme ai sindaci – assicura il presidente dell’Anci – i passi successivi da compiere, anche alla luce degli oneri sostenuti per la progettazione e per l’avvio di alcune delle opere previste. Si tratta di una misura importantissima – conclude – che 96 Comuni capoluogo e alcune Città metropolitane attendono di attuare con le gare”.

Il congelamento per due anni del Piano periferie, le cui convenzioni tra la presidenza del Consiglio e i Comuni sono state firmate il 6 marzo 2017. Con l’emendamento 13.2 (testo 2), approvato ieri dall’aula del Senato in sede di conversione del decreto legge “proroghe”, la maggioranza del Governo ha disposto che l’efficacia di tutte le 120 convenzioni sia ‘differita all’anno 2020’. La norma approvata dispone che i Comuni debbano ‘rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti’.