6000 case inutilizzate, dall’altra 900 domande di richiesta alloggio e contributo affitto. Già questi semplici dati ci potrebbero dire, anche senza commento, come il diritto all’abitare sia, anche e soprattutto nel nostro Comune, un ossimoro e come questa realtà possa essere ben rappresentata dallo slogan “case senza gente, gente senza case”. Tutto questo non è frutto del caso, o del destino cinico e baro, ma di scelte urbanistiche e politiche che sperequazione se non vera e propria speculazione spesso parassitaria hanno favorito. Nel nostro programma – che presenteremo nei prossimi giorni, dettaglieremo tutta una serie di strumenti che l’amministrazione deve mettere in campo per aggredire il fenomeno. Perché si può, e si deve. In stretta connessione, una vera e propria faccia del problema, è l’inutilizzo e l’abbandono – e lo spesso conseguente degrado – di grandi e medi complessi edilizi, che possono essere ben rappresentati dal simbolo scelto per l’iniziativa di oggi, cioè l’ex sede locale della Banca d’Italia in piazza Garibaldi (ore 18) : su questo specifico aspetto anticipiamo due provvedimenti ad hoc, tesi al recupero sociale di questi complessi :prevedendo una tassazione specifica e di scopo – nell’ambito della normativa vigente – che colpisca la rendita proprio questa rendita parassitaria e speculativa e soprattutto ponga un freno all’abbandono degli immobili. E la requisizione in uso (prevista anche dall’art. 835 del Codice Civile) e per rispettare la “funzione sociale” che l’art. 42 della Costituzione attribuisce alla proprietà privata. Misure possibili e necessarie e normali, perché il vero scandalo è questa piaga sociale che questa sì non può essere considerata normale.

 

Potere al Popolo Massa