Che fine ha fatto l’inchiesta della magistratura sull’alluvione del novembre 2014 ?

Se lo chiedono in molti in città visto che erano stati annunciati più volte  a titoli cubitali propositi senza dubbio condivisibili e da attuarsi con celerità. Carrara vuol conoscere i responsabili del disastro. E non solo i responsabili politici, rei di non aver vigilato sulla costruzione di un muro rivelatosi poi un gigante dai piedi d’argilla, ma anche i responsabili tecnici. Più volte si è parlato di lavori fatti in difformità al progetto, di materiali scadenti usati in modo improprio e soprattutto di appalti che sarebbero stati concepiti in modo da evitare i collaudi del genio civile.

La commissione d’inchiesta nominata dalla Provincia ha poi evidenziato in maniera inequivocabile che “le irregolarità riscontrate sono sostanziali” e che l’iter dei lavori “è stato diverso da quello che dovrebbe essere seguito” per questo tipo di interventi” . E’ evidente che a questo punto solo gli inquirenti possono esprimere in merito giudizi fondati ed evidenziare le responsabilità civili e penali dei singoli. Per questo non ci azzardiamo neppure a fare dei nomi che del resto sono ampiamente conosciuti. Ma invitiamo chi si sta occupando della cosa a far presto e bene. Sono passati più di due anni dal crollo del muro e non vorremmo che tutto finisse con una bufera politica, con il solito modo italiano e gattopardesco di far si che “tutto cambi perché tutto rimanga come prima” , senza che i colpevoli subiscano la giusta punizione.

Sarebbe inaccettabile che i veri responsabili, quelli che non solo non hanno vigilato ma hanno compiuto i lavori inel modo che tutti conosciamo, rimangano impuniti. E soprattutto crediamo che sia assolutamente da evitare che tutto finisca in prescrizione. Sarebbe davvero una beffa che i cittadini di Carrara non meritano.

Per il gruppo Consigliare di Forza Italia

Lanmarco Laquidara e Maria Elena Musetti