La storia del piano della Stazione
L’Amministrazione Pucci aveva previsto la trasformazione dell’area di proprietà di RFI alla Stazione (ex-scalo merci) in una sede utile per costruire il nuovo Distretto socio sanitario con annessa Casa della salute da parte della Regione, assieme alla costruzione del capolinea degli autobus e l’acquisizione delle aree lungo via Minuto, per costruirci i parcheggi per i pendolari sia lavoratori che studenti. Era stata inoltre prevista la possibilità di costruire abitazioni civili da parte delle Cooperative vicino all’Istituto Professionale, e di volumi di direzionale e commerciale nella parte della ex-Robson, nonché la possibilità di nuove residenze nell’area lato mare per una volumetria complessiva pari a 30.000 mc. Non solo. Aveva concordato con RFI l’allungamento del sottopasso fino a Quercioli consentendo, così, una facile comunicazione tra le due parti della città oggi divise dai binari ferroviari.
Il Sindaco di Massa Volpi nel 2014 decide di cambiare l’Accordo di Programma stipulato con la Regione e decide di non dotare più la città di un nuovo Distretto socio sanitario (infatti, afferma che non serve, che sarebbe stato sufficiente quello di via Bassa Tambura salvo in questi giorni, invece, vederlo all’affannata ricerca di una soluzione , ma questa è un’altra storia). Ma non si limita a queste dichiarazioni. Afferma anche che l’annullamento del piano- integrato della Stazione era necessario per bloccare una evidente speculazione edilizia!
In questi giorni la Commissione Urbanistica – riferisce il consigliere Fabrizio Brizzi – attraverso il Vice Sindaco William Berti, incaricato dal Sindaco di seguire specificatamente questo progetto, viene messa a conoscenza del nuovo incarico affidato, alla fine di dicembre 2016, ad un professionista per stendere il nuovo piano integrato concernente l’area della Stazione, e del fatto che sono ripresi i contatti con le Ferrovie e che la discussione finora fatta prevede una destinazione urbanistica commerciale, residenziale e alberghiero per una volumetria pari a 14.000mc solo per l’area dell’ex-scalo merci , mentre l’intera area della Stazione si vedrà coperta per un totale di 50.000mc. contro i 30.000 previsti .
Informa, altresì, che non saranno messi a carico dei futuri, eventuali costruttori né il capolinea, né i parcheggi, né la rotonda né il sottopasso perché sono costi troppo elevati per chi un domani parteciperà al bando che le Ferrovie faranno!
Alla faccia della città pubblica e dello strumento della perequazione! Nel regolamento urbanistico il Sindaco Volpi ha compiuto una scelta di fondo: dotare la città degli standard necessari prevedendo la realizzazione degli stessi da parte di coloro che decideranno di dare corpo alle nuove previsioni edilizie. Per questo piano, invece, si prevede di alleggerire i costi ai privati! Ci domandiamo e domandiamo al Sindaco le ragioni di questo trattamento differente. Perché coloro che costruiranno in quest’area si troveranno minori costi a carico di altri che, invece, in altre aree della città, saranno obbligati a sostenerne di rilevanti? Ed ancora, signor Sindaco, ci spieghi le ragioni di una previsione così imponente di volumetria?
