Il dibattito che si è sviluppato e si sta sviluppando in città in merito alle strutture ricettive dismesse crediamo che meriti un ulteriore momento di riflessione dettato da una più attenta analisi sostenuta tra gli associati.

Da dati in nostro possesso le strutture alberghiere dismesse ed abbandonate sono oltre una dozzina, escludendo da queste           le colonie TORINO E   MOTTA, dalla PARTACCIA A POVEROMO.

Alcune di queste sono presenti in pieno centro a Marina di Massa e su una in particolare (ex hotel Milano) si è concentrata l’ attenzione di molti relativamente ai problemi della sicurezza della struttura stessa e come luogo di rifugio di senza tetto.

Crediamo che questi siano aspetti importanti che meritano riflessioni a tutto campo tendenti a ricercare soluzioni idonee a questo problema.

Vorremmo porre l’attenzione ad un altro dato, la presenza di queste strutture crea due ordini di problemi, il primo d’immagine ed è sotto l’occhio di tutti il secondo di non meno iportanza economico,

Ci spieghiamo meglio in merito a questo secondo punto.

Il nostro litorale vive in questo momento uno stato di abbandono dovuto in parte anche a molte strutture ricettive che risultano abbandonate ed obsolete, queste struttura provocano di fatto un tangibile danno economico alla zona tutta ed in particolare alle strutture ricettive oggi in funzione.

Pare evidente che chi soggiorna in una zona ricettiva anche di livello dove insistono strutture dismesse, avrà un non positivo ricordo del proprio soggiorno questa situazione andrà di fatto col tempo ad impoverire l’imprenditore che crede e continua ad investire nel proprio albergo incidendo non solo sul suo fatturato ma come ricaduta negativa su tutto il sistema economico commerciale della zona.

Tale situazione col tempo renderà meno appetibile la nostra offerta turistica alberghiera e gli sforzi che finora congiuntamente pubblico e privato hanno sostenuto per un potenziamento del settore potranno risultare vani.

Occorre quindi tener ben presente il problema delle strutture dismesse anche in vista del redigendo regolamento urbanistico.

Crediamo comunque che si debba fare un attenta analisi e proporre senza timori la questione dello svincolo alberghiero senza tabù.

In altre parole la dove esistono chiare e certificate situazioni esempio: struttura chiusa da 5 anni ed oltre predisporre gli atti necessari allo svincolo per il cambio di destinazione.

Su questa ultima questione è chiaro un ostracismo politico qualunquista.

L’albergo chiuso viene : trasformato in RTA O CIVILE ABITAZIONE, “bieca speculazione” nell’immaginario collettivo.

Noi riteniamo invece che la trasformazione se guidata e la dove indispensabile può essere un valore aggiunto sia all’offerta ricettiva che alla zona. Colui che investe nella ristrutturazione come un investimento economico di non poco conto con ovvie ricadute, di fatto diminuisce o elimina il degrado restituendo nuova dignità all’immobile ma anche e sopratutto all’ambiente circostante e la domanda che vorremmo porre alla politica e all’ amministrazione è la seguente, è questa la speculazione?

E’ chiaro che nuove volumetrie residenziali che potrebbero provenire dal sistema ricettivo andrebbero a sbilanciare quanto già previsto negli strumenti urbanistici in via di definizione, delle varie utoe, cioè quelle di nuova edificazione residenziale. Il ricettivo infatti non rientra in questo sistema, ma crediamo che sia meglio ristrutturare, piuttosto che cementificare, che sia meglio affrontare, piuttosto che nascondere, che sia meglio pensare alle prossime generazioni, piuttosto che alle prossime elezioni.

Non sono e non saranno certo i tabù, ostracismo o la politica qualunquista a migliorare un territorio forse accontentando alcuni ma scontentando il resto, sono questi gli argomenti reali secondo noi che  necessitano di ulteriore riflessione.

 

CONFIMPRESE MASSA CARRARA E VERSILIA

CLAUDIO LOTTO