“Nelle cave troppi morti e troppi infortuni gravi in questi anni. E’ una mattanza a cui bisogna porre fine. Ora la magistratura dovrà fare luce su questo ennesimo e tragico incidente”.

Così il presidente della Regione Enrico Rossi sulla drammatica notizia dell’operaio rimasto ucciso sotto una lastra di pietra in una cava,. oggi, a Carrara.

“Da parte nostra – prosegue Rossi – così come abbiamo fatto a Prato dopo il rogo di Teresa Moda, intensificheremo il lavoro tracciato nel Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo nel distretto apuo-versiliese, per il quale abbiamo stanziato due milioni e mezzo di euro. Sul fronte delle attività estrattive, stiamo analizzando le dinamiche degli incidenti; formeremo tutti gli operatori del distretto alla sicurezza, a cominciare dai lavoratori; vigileremo ripetutamente su tutte le cave, verificando l’adozione dei dispositivi di protezione individuale e collettiva; verificheremo la conformità delle macchine ai requisiti essenziali di sicurezza. In particolare, per quanto riguarda il settore lapideo, vigileremo sul rispetto dei protocolli sanitari e sulle operazioni di movimentazione”.

Questo lavoro è già partito. “Per ora – ricorda il presidente – dieci tecnici, selezionati con concorsi precedentemente svolti, sono già operativi. Estar sta svolgendo i nuovi concorsi per l’assunzione di geologi e ingegneri, che saranno al lavoro in un paio di mesi. Arriveremo così, a breve, alla composizione di un’unità di lavoro di circa 30 professionisti della sicurezza in cava”.

Ma non è tutto. “Aumenteremo tutte le misure di sicurezza e i controlli per assicurare il rispetto e l’attuazione del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”.
“Alla famiglia dell’operaio e a tutti i lavoratori del distretto – conclude Rossi – esprimo la vicinanza e la solidarietà mia e della Toscana tutta”.