Per Articolo Primo le cave dovrebbero essere pubbliche, con una escavazione controllata e con maggiore lavorazione in loco dei materiali.
La proposta che abbiamo letto oggi sui giornali è inaccettabile nei numeri e nei contenuti, al punto che crediamo ad un errore di stampa.
La cifra ( 90 milioni in 50 anni) di investimento, cioè meno di 2 milioni di euro l’anno e tutta da verificare è ridicola rispetto alla devastazione che subiscono le nostre montagne e l’arricchimento che poche famiglie continuano ad accumulare in confronto a una popolazione impoverita con un tasso di disoccupazione tra i più alti d’Italia.
Anche il numero d’ipotetiche nuove assunzioni ( si parla di 170- 250) è un numero insignificante rispetto all’importanza del distretto lapideo apuano nel mondo.
Se gli imprenditori del marmo vogliono aprire un confronto ( cosa giusta e importante) con la città e con il centrosinistra che la governa lo facciano con una proposta seria e rispettosa del bene comune, della salvaguardia dell’ambiente e delle ricadute occupazionali ed economiche sul territorio.
Chiediamo alla Regione Toscana di andare avanti nella sua battaglia sulle ” Cave Pubbliche ” e ribadiamo il nostro slogan :
CAVE PUBBLICHE, MENO ESCAVAZIONE PIU’ LAVORAZIONE !
 
Riccardo Pelliccia
Portavoce Provinciale Articolo Primo.