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sabato, 16 novembre, 2013

https://www.antenna3.tv/2013/11/16/inchiesta-procura-sullalluvione-di-aulla-del-2011-legambiente-soddisfatta-per-la-responsabilita-alle-costruzioni-nellalveo-fluviale-e-annuncia-la-costituzione-di-parte-civile/

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Inchiesta Procura sull’Alluvione di Aulla del 2011: Legambiente soddisfatta per la responsabilità alle costruzioni nell’alveo fluviale e annuncia la Costituzione di Parte Civile

di  Redazione web

Aulla alluvioneLa conclusione delle indagini preliminari della magistratura hanno confermato quanto sostenuto e documentato da Legambiente: l’edificazione selvaggia di Aulla realizzata in pieno alveo attivo del Fiume Magra è causa colposa del disastro alluvionale avvenuto il 25 ottobre del 2011.

L’Associazione aveva subito puntato il dito sull’urbanistica scellerata messa in atto ad Aulla, non solo negli anni ’80, ma perversamente perpetrata anche negli anni ’90 e 2000, quando le norme, le conoscenze ed i vincoli dell’Autorità di Bacino erano conosciute e operative. Tra Via della Resistenza e Via Lunigiana infatti si è continuato impunemente a costruire anche dalla fine degli anni ’90 fino ad oggi (ad es: gli edifici commerciali di ‘Stefan’ e del Centro ‘le Alpi’, come altri grandi edifici residenziali).

Legambiente ritiene fondamentale arrivare a sancire le responsabilità della ‘malaurbanistica’ aullese nell’alluvione e ha deciso pertanto di costituirsi parte civile nel procedimento penale che seguirà alle indagini preliminari. Questa scelta consentirà all’associazione di impegnarsi a dimostrare che il Magra ha esondato ad Aulla perché metà dell’alveo del fiume era stato occupato dall’espansione edilizia anche recente, frutto di scelte amministrative che hanno preferito la speculazione edilizia a dispetto delle naturali dinamiche fluviali e della sicurezza dei cittadini.

“Le conclusioni della Procura della Repubblica sono importanti – dichiara Matteo Tollini della Segreteria di Legambiente Toscana – perché sanciscono finalmente la responsabilità dell’urbanistica speculativa nei disastri ambientali, sgombrando il campo da quei luoghi comuni che individuano fantomatiche cause nelle mancate devegetazioni ed escavazioni dei fiumi. L’unica soluzione è sottrarre edifici e attività dalle zone a rischio, invece di rincorrerre illusorie ‘messe in sicurezza’ che non offrono mai garanzie totali, come argini dimensionati solo per limitati eventi”

“Da oggi – continua Tollini – Legambiente sarà impegnata a collaborare nel procedimento giudiziario come parte civile per creare un precedente: il cemento negli alvei è causa colpevole di disastri e alluvioni”

ore: 19:06 | 

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