ospedale_carrara-Il carcinoma della prostata è la seconda causa di cancro nell’uomo nei paesi più sviluppati ed il rischio di contrarre questa malattia nel corso della vita è di un uomo su sette. La diagnosi viene fatta dall’urologo che di conseguenza propone al proprio paziente la terapia che egli stesso esegue. La radioterapia ha svolto un ruolo alternativo alla chirurgia nei pazienti con controindicazioni chirurgiche o in pazienti che rifiutavano l’intervento di prostatectomia radicale che comunque presenta sequele importanti come l’impotenza sessuale e l’incontinenza urinaria. La radiochirurgia è una particolare forma di radioterapia che si applica in vari distretti corporei con il compito di distruggere la neoplasia con elevate dosi di radiazioni in poche sedute ed in lesioni di piccole dimensioni. Grazie al Trilogy (acceleratore lineare di ultima generazione) a partire dal Maggio 2012, al Civico Ospedale di Carrara, sono stati trattati, con radiochirurgia, già 20 pazienti affetti da carcinoma della prostata. Il programma ha previsto, dopo l’impianto di un gel riassorbibile che consente l’ allontanamento del retto dalla ghiandola prostatica e markers radiopachi, un ciclo di sole 5 sedute radioterapiche. In poco più di 2 settimane il paziente può concludere il trattamento mentre con il frazionamento standard occorrono fra le sette e le otto settimane. Tutti i pazienti hanno completato la terapia radiochirurgica senza alcuna tossicità rettale. I risultati di questo studio sono stati accettati dalla comunità scientifica americana (ASTRO) e presentati al 55° Convegno Annuale che si è svolto lo scorso settembre ad Atlanta in Georgia.