Con decreto del 25 ottobre 2012 il Ministero dell’Interno comunica il dettaglio degli ulteriori tagli per l’anno 2012 da imputare a ciascun Comune, previsti dall’ennesima misura della Spending Review per totale complessivo di 500 milioni di euro. Sul tema abbiamo intervistato il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani in rappresentanza di 168 Comuni della Toscana.
“Siamo al colpo finale per i Comuni – dichiara ad Agipress il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani (Unione Naz. Comuni Enti Montani), soprattutto per quelli piccoli e montani. Non è ammissibile che il 25 ottobre il Governo comunichi l’entità degli ulteriori tagli, che andranno a gravare sui servizi che il Comune eroga ai cittadini. Servizi – aggiunge – che tra l’altro i Comuni già stanno erogando, penso a quelli legati alla scuola, trasporti, per non parlare dei servizi sociali e sanitari”.
Ecco qualche esempio riguardante gli ulteriori tagli annunciati il 25 ottobre partendo da alcuni Comuni più piccoli fino ad arrivare al capoluogo toscano: Palazzuolo sul Senio (FI) 23.954, San Romano in Garfagnana (LU) 32.998, Castel san Niccolò (AR) 47.909, Arcidosso (GR) 63.514, Firenzuola (FI) 63.153, Poppi (AR) 75.884, Manciano (GR) 167.869, Greve in Chianti (FI) 91.976, Massa (MS) 714.913, e per finire Firenze (FI) con un ulteriore taglio di 6.717.838.
“Siamo al collasso – aggiunge – è emergenza vera per le amministrazioni, ormai in grave difficoltà. I comuni, specialmente quelli piccoli, continuano a rappresentare un presidio e un punto di riferimento centrale per i cittadini assolvendo anche ad un ruolo di supplenza rispetto alle inadempienze e ai ritardi di altri livelli istituzionali, ma con questa ulteriore mossa del Governo che si va a sommare a tutte quelle precedenti, siamo giunti al capolinea”.
“I numerosi e continui decreti del Governo – conclude – costringono i Comuni ad un ridimensionamento, soprattutto nei territori più disagiati, dei servizi di pubblica utilità, con il rischio serio di aumento dell’aliquota IMU. Adesso bisogna assumere posizioni nette e chiare: se questo Governo e questo Parlamento ritengono che i Comuni non siano più l’asse portante del sistema istituzionale per la loro vicinanza alle comunità locali e ai loro cittadini, lo si dica con altrettanta chiarezza, ma si dica anche chi si assumerà la responsabilità della gestione dei servizi e dei territori.”
