“Il Direttivo della Camera Penale di Massa e Carrara “Carlo Nino Pennucci”, su mandato dell’assemblea degli iscritti tenutasi il 14 settembre, ritiene necessario far presente alla cittadinanza le ragioni dell’astensione proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, fissata per i giorni dal 17 al 21 settembre. Ancora una volta gli avvocati penalisti devono attivarsi non per motivi corporativi ma per tuelare essenzialmente l’interesse del cittadino, il quale ha diritto di poter contare per la tutela dei propri diritti su di un Avvocato qualificato e specializzato.
Tra gli strumenti indispensabili al perseguimento di tale finalità vi sono sicuramente:
– un tirocinio che si svolga presso lo studio di un avvocato, nelle aule e nelle cancellerie dei palazzi di giustizia, per un periodo di tempo sufficiente a sviluppare un bagaglio sia pur minimo di esperienza pratica;
–  un regime di incompatibilità che impedisca l’asservimento dell’Avvocato ai grandi gruppi industriali, assicurativi e bancari e scongiuri ogni ipotesi di conflitto tra gli interessi dell’Avvocato e quelli del suo assistito;
–  un’aggiornamento formativo costante che si concretizzi in una specializzazione vera, costruita con la frequenza di corsi formativi di livello superiore e soggetta ad effettiva verifica nel tempo.
La riforma dell’ordinamento forense oggi all’esame del Parlamento, invece, rischia di prendere la direzione opposta: infatti la concorrenza sfrenata, l’accorciamento del periodo di tirocinio ( consentito anche “a mezzo servizio” durante l’ultima fase del percorso universitario), i titoli di specializzazione “autoassegnabili”, non possono che dar luogo ad un abbassamento del livello qualitativo dei servizi di consulenza e assistenza legale.
Non si tratta, insomma, di difendere solamente il decoro di migliaia di Avvocati che tutti i giorni, con spirito davvero volontaristico, contribuiscono attivamente a supplire alle gravi disfunzioni di una “macchina giustizia” cronicamente inefficiente e male organizzata, ma di tutelare anche fuori dalle aule giudiziarie gli utenti del sistema giudiziario: sono in discussione i diritti dei cittadini e la loro stessa libertà sociale.”
Il Segretario  della Camera Penale
Avv. Leandro Mazzi