Pontremoli Bene Comune presenta una mozione per avviare il percorso di ampliamento del perimetro del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano: «Benefici ambientali, economici e turistici. Anche Pontremoli è Appennino»
Riaprire il confronto sull’ingresso di Pontremoli nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. È questo l’obiettivo della mozione presentata dal gruppo di minoranza Pontremoli Bene Comune, che chiede all’amministrazione comunale di avviare un percorso istituzionale per valutare l’ampliamento del perimetro del Parco ad alcune porzioni del territorio pontremolese.
La proposta arriva all’indomani della nomina della nuova presidenza dell’ente e riporta al centro dell’agenda politica una questione che, secondo il gruppo di opposizione, è rimasta aperta per oltre vent’anni.
«Pontremoli è rimasta fuori dal Parco per oltre vent’anni», sottolineano i consiglieri di minoranza, ricordando anche che l’attuale presidente dell’ente ha amministrato in passato il Comune per due mandati, mantenendo una posizione contraria all’ingresso di Pontremoli nell’area protetta.
Per Pontremoli Bene Comune, tuttavia, oggi sarebbe necessario cambiare prospettiva e aprire una nuova fase di confronto. Il Parco, viene evidenziato, non rappresenterebbe soltanto uno strumento di tutela ambientale, ma anche un’opportunità per la valorizzazione del territorio, il turismo sostenibile, l’accesso a finanziamenti e lo sviluppo delle economie della montagna.
La proposta, indirizzata al sindaco Piercamillo Cocchi, non indica preventivamente quali dovrebbero essere le aree da inserire nel perimetro. L’idea è invece quella di avviare un percorso «serio e condiviso», lasciando aperta la discussione sull’estensione dell’eventuale ampliamento.
L’obiettivo politico, però, viene indicato con chiarezza: portare Pontremoli dentro il Parco.
«Una scelta collettiva e orientata alle future generazioni», viene sottolineato nel documento, accompagnato da uno slogan destinato a sintetizzare l’intera proposta: «Anche Pontremoli è Appennino».
La mozione è firmata dai consiglieri Riccardo Ghelfi, Elisabetta Sordi, Elena Battaglia ed Enrico Ferrari e si sviluppa attraverso una serie di motivazioni ambientali, culturali, economiche e istituzionali.
Tutela dell’ambiente e continuità ecologica
Nel documento viene ricordato che il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, istituito nel 2001, comprende territori appartenenti a quattro province e costituisce uno dei principali strumenti di tutela del patrimonio naturalistico dell’Appennino.
Secondo i promotori, alcune aree del territorio comunale di Pontremoli, proprio per la loro vicinanza al perimetro del Parco, presenterebbero importanti valori ambientali e paesaggistici, oltre a garantire elementi di continuità ecologica con le zone già sottoposte a tutela.
A questo quadro si aggiunge la presenza della Riserva della Biosfera Unesco Appennino Tosco-Emiliano, riconosciuta nel 2015 e successivamente ampliata nel 2021, considerata dalla minoranza un ulteriore strumento capace di favorire cooperazione e progettazione tra territori.
Dalla Via Francigena alle economie della montagna
La proposta non guarda però soltanto all’ambiente. Pontremoli, sottolinea la mozione, possiede un patrimonio storico e culturale profondamente legato all’identità della Lunigiana, dalla Via Francigena alla Via del Sale, fino alle tradizioni pastorali e alle testimonianze della cultura appenninica.
L’ingresso nel Parco potrebbe quindi, secondo i consiglieri di minoranza, rafforzare la capacità del territorio di promuoversi come destinazione di turismo lento e sostenibile, mettendo in rete natura, storia, cultura, sentieristica e produzioni locali.
Sul tavolo c’è anche il tema delle difficoltà strutturali delle aree montane: spopolamento, riduzione dei servizi e difficoltà economiche rappresentano, secondo Pontremoli Bene Comune, problemi che richiedono nuove strategie e nuove opportunità di sviluppo.
Tra queste, il gruppo individua proprio le possibilità offerte dalla presenza del Parco in termini di finanziamenti, progettazione territoriale, tutela ambientale e attrattività turistica.
Ora la palla passa all’amministrazione comunale. La mozione chiede infatti di aprire un confronto istituzionale che coinvolga il Comune, il Parco e gli altri soggetti interessati, senza partire da un perimetro già deciso.
La minoranza vuole così riportare Pontremoli al centro di una discussione che potrebbe avere conseguenze importanti sul futuro del territorio. Una scelta che, nelle intenzioni dei promotori, non dovrebbe essere dettata soltanto dalle esigenze del presente, ma dalla volontà di costruire nuove opportunità per le prossime generazioni.
