In merito al tema del riordino delle Province in discussione in queste ore al Senato, il Presidente di UNCEM Toscana esprime forte perplessità e preoccupazioni per le conseguenze future.
“Prima di tutto – dice Giurlani – desta perplessità vedere un provvedimento di questo genere inserito in una legge di revisione della spesa, inoltre, i requisiti minimi dei 350mila abitanti, dei 2500 chilometri quadrati e della coincidenza dei confini delle nuove città metropolitane con quelli delle relative province attuali provocherà effetti perversi sul territorio, ben lontani dall’obiettivo della razionalizzazione e della semplificazione.” “Il caso della Toscana – spiega Giurlani – è emblematico: Firenze diventerà città metropolitana e tutte le nove Province esistenti saranno soppresse e quindi accorpate.Questo stravolgimento radicale del territorio vedrà un ruolo ridottissimo del Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) e della Regione perché il rispetto dei criteri imposti per legge di fatto non lascerà margini di discrezionalità, costringendo ad esempio l’intera area della Toscana del nord, da Prato a Pistoia fino a Lucca e a Massa – Carrara a un accorpamento necessitato. Tutta l’autonomia lasciata al territorio consisterà nel valutare se questo mostro quadricefalo possa crescere ancora conglobando anche Pisa e magari Livorno.”
“Non si tratta – chiude Giurlani – di questione di campanilismo o di rivendicazioni di prestigio, ma appare evidente che una riorganizzazione efficace andrebbe definita su una scala territoriale ottimale per la gestione delle competenze assegnate, mentre ora si viaggia in direzione opposta, ovvero predeterminando confini rigidi a prescindere da ogni valutazione gestionale. È necessario dunque che la riforma delle Province sia stralciata dalla Legge sulla Spending Review e si torni ad affrontare la questione con il dovuto approccio di serietà istituzionale e di rispetto per le autonomie locali.”
