Sono un artigiano, e come tutti gli artigiani che ogni giorno,per lavorare,

devono risolvere  problemi  sempre più complicati, dovuti alla burocrazia. Ora, considerando la situazione attuale, cercherò di dare il mio contributo

scrivendo alcune idee, che chiamo utopistiche, perché essendo idee semplici, a costo zero, non andranno mai fatte, in quanto a Roma o in altri capoluoghi, chi comanda non riesce a vedere oltre i propri interessi personali o di casta ecosi più complicano le cose più ci guadagnano.

Chi è al governo dovrebbero avere il coraggio di fare come a scuola, quando si è davanti ad una lavagna, dove sono scritti tutti i veri previlegi ,che qualcuno chiama ancora diritti acquisiti, e con una grossa spugna cancellare tutto e ricominciare a riscrivere regole semplici ma che valgano per tutti, anche per chi è di potere.

La costituzione italiana sarà bella, ma manca di un articolo. Se quelli al potere possono tassare e controllare il popolo  chi del popolo   può controllare quelli di potere? Per vivere in una società, ci vogliono delle regole, poche regole,  ma ben osservate. Queste devono valere per tutti i cittadini, non solo per una parte.

Chi gestisce un ufficio pubblico,sia responsabile di quello che fa,sia nel

bene che nel male.

Tagliare i tanti sprechi che ci sono e processare quelli che li promuovono.

E’ inutile cambiare un ministro se i tecnici dei ministeri rimangono gli

stessi e continuano sempre con la stessa politica, vecchia, antiquata e senza

innovazioni. ( Purtroppo, lo sanno tutti che nei ministeri,  si annidano anche

i coletti bianchi della mafia. )   Perciò, ad ogni cambio di amministrazione si

deve cambiare anche il personale dei  ministeri.

Mettere ordine su stipendi e paghe della pubblica amministrazione e sulle

pensioni , compresi deputati , senatori e impiegati pubblici, con una semplice

formula:  esempio 1 a 7. Cioè se la paga minima o una pensione è 1 la massima

che possono prendere è x 7,  questo permetterebbe di avere regole fisse e non dare la possibilità di aumentarsi la paga o la pensione ad ogni occasione. Così se la Casta vuole paghe o pensioni più alte, deve far si che possano  aumentare anche le minime.

Contro le piccole e medie evasioni  fiscali non servono  assunzioni di

personale della G. di F. o dell’ufficio delle Entratee basarsi su studi di

settore, vera mania che fa chiudere molte attività, ma ci vorrebbe unasemplice riforma. Le tasse si devono pagare nel comune di residenza, dove il contribuente è conosciuto, conoscono il tenore di vitae l’attività che svolge.

Quindi permettere ai  privati cittadini, su tutti i lavori che  fanno sulle

case (muratore,idraulico,imbianchino,  elettricista ecc. e i mobili che

acquistano) potessero  recuperare l’IVA, presentando le fatture al comune e il personale del comune può fare un sopralluogo, vedere se i lavori sono stati

eseguiti.  Cosi facendo saranno i cittadini stessi a chiedere  la fattura e lo

stato restituendo l’IVA che non avrebbe preso comunque,  ci guadagnerebbecon le tasse sul reddito.

Alle piccole e medie imprese, asse portante dell’ economia , si deve far

pagare le tasse  in base a quello che uno guadagna e che le rimane dall’

esercizio svolto nell’anno lavorativo, in pratica la formula:RICAVO meno SPESA uguale GUADAGNO e su questo si deve pagare le tasse. Invece ora si deve fare i conti con la complessità della burocrazia, che fa  lievitare enormemente i costi per la complessa contabilità, che ci impongono. Per esempio, si deve pagare per la merce che rimane nel magazzino che, per loro, produce reddito o degli ammortamenti delle macchine che si prendono per lavorare. Tutto questo è assurdo, perché i denari sono giàstati spesi per acquistare la merce o per pagare le macchine, perché dobbiamopagare in base a un reddito che non è reale?  In quanto abbiamo già pagato la merce e le macchine acquistate e non possiamo avere i soldi per  pagare le tasse.

Tutto questo è dovuto dal fatto che la burocrazia amministrativa,  (è risaputo

che certi tecnici sui ministeri, non sanno nemmeno come funziona il lavoro

nelle fabbriche e nei laboratori ) hanno  sempre legiferato pensando che, più

difficile rendono la contabilità più POSTI di LAVORO  creano. Niente di più

sbagliato! Hanno solo creato COSTI sul LAVORO. Bisogna semplificare rendendo la contabilità più semplice e meno burocratica.Copiare come fanno  all’estero , molto più semplice, che far fare le leggi a professoroni che alla fine, per fare la denuncia redditi , si deve stampare una enciclopedia.

Complici di questa complicata situazione burocratica- amministrativa sono le

direzioni di tutte leAssociazioni di categoria.Ogni associazione ha il suo

ufficio di contabilità collegato, per i loro soci. Diconoche sono soci, ma in

realtà sono solo clienti di quella impresa che si fa chiamare associazione.Se

siamo soci, perché non presentano il bilancio?? ( Come dovrebbero fare

segreterie politiche, organizzazioni sindacali e molte altre associazioni.)  Le

associazioni,quando vanno a trattare le rivendicazioni della categoria,

presentano il numero dei clienti come soci iscritti per avere più forza, alla

fine escono sempre con più complicazioni per le amministrazioni delle imprese.

Purtroppo tutto questo  comportamaggiori spese per  gli iscritti. A qualcuno

costa più la contabilità che le tasse sul reddito.

Una domanda:Quando una associazione fa  pubblicità per  radio o tv,  questa

viene pagata con sottoscrizione dai soci o tassata ai clienti sulla

contabilità?

Perché le associazioni riprendano lo spirito iniziale, per cui sono nate,

devono separare lacontabilità dalla vera  associazione di categoria e queste

non siano guidate dal solito:burocrate, professionista o politico di turno, che

con la professione non ha niente a che vedere, ma  da persone di categoria con esperienza di lavoro, solo così si avrà la semplificazione sul lavoro. Gli

uffici di contabilitàdevono essere equiparati agli uffici privati, solo così si

crea vera concorenza. Sono quarant’anni che lavoro come artigiano, parlano

sempre di semplificazioni e ottengono sempre complicazioni.

Fra le tante idee, ne scrivo ancora una solo, che riguarda la Giustizia

civile, dove il Business  e le  Lobby non mancano. Ci vorrebbe una legge con un unico emendamento:

Dal momento in cui gli avvocati portano la causa in Tribunale, quello che

perde la causa non ha diritto alla parcella.

Con questa legge i processi civili diminuirebbero drasticamente, senza

aspettare una decina di anni,  perchégli avvocati conoscono già la sentenza ,

senza andare  in tribunale.

Ultima domanda maliziosa:Avendo questa legge elettorale.

Che differenza c’è fra una famiglia mafiosa, dove il boss sceglie i suoi

picciotti e una segreteria politica nazionale dove il segretario sceglie i

candidati della lista?………….se  si fa un’analisi ragionata pare che

siamo governati da segreterie politiche…………..Poi ci dicono che sono votazioni libere e democratiche.

Questa, purtroppo,  resterà pura utopia, per l’artigiano e per chi produce.

Speriamo che il buon senso prevalga.

Un  Artigiano