ENTRO le ore 12 di oggi i condomini degli stabili di via Pisacane ai numero 1, 3, 5, 7 e 9 devono evacuare gli appartamenti. Cinquanta famiglie. Centoquarantadue persone in tutto. Fra cui anziani, bambini e disabili.
LA NOTIZIA piomba ai Poggi all’ora di cena. La porta la vice sindaco e assessore all’Edilizia Popolare e Pubblica, Martina Nardi che impugna l’ordinanza appena firmata dal sindaco Roberto Pucci, che non ha potuto fare altro che recepire la nota arrivata dall’Erp e nella quale si fa espressamente riferimento alla presenza di «vuoti in corrispondenza della base delle colonne» e in cui si scrive che « la carenza della lunghezza di sovrapposizione delle armature e le elevato impegno presente già per i carichi statici rendono la risposta degli elementi verticali alle azioni sismiche assolutamente carente». Il che, tradotto, significa che in caso di terremoto lo stabile rappresenterebbe un serio pericolo per l’incolumità delle persone, ma che «non c’è un rischio imminente in azioni statiche».
Uno sgombero precauzionale, dunque, per evitare di compromettere ulteriormente la situazione. «Io non ci vado» è la frase più ricorrente fra i condomini — primi increduli, poi inferociti — riuniti in giardino per ascoltare dalla voce di Martina Nardi la lettura dell’ordinanza e i chiarimenti. Sapere che già da ieri sera le famiglie avrebbero potuto alloggiare nelle strutture «Casa Faci» e «Sacro Cuore» messe a disposizione dall’amministrazione comunale non ha placato gli animi. E con il passare dei minuti la tensione è salita in un mix di rabbia, impotenza, accuse. Come non è servito a tranquillizzare le famiglie sentirsi dire che lo sgombero dovrebbe durare solamente pochi giorni. Una settimana. Dieci al massimo. Il tempo necessario ai tecnici dell’università di Pisa di approfondire l’indagine sugli stabili.
