Scomposte e pericolose, così Cgil, Cisl e Uil ritengono le posizioni di Futuro e Libertà riguardo alla realizzazione dell’impianto del Nuovo Pignone in Viale Zaccagna. Strumentale sarebbe opporsi all’investimento e promuovere iniziative parlamentari, perché questo alimenterebbe uno scontro tra ambiente e lavoro che, secondo i confederali, non riguarderebbe l’attività del nuovo insediamento produttivo. Non esisterebbero dati scientifici atti a confermare i timori di Fli e i sindacati pongono invece l’accento sulla crisi vissuta dal territorio e sull’emergenza disoccupazione: “Abbiamo fortemente bisogno di aziende che investano”, affermano Cgil, Cisl e Uil, “di realtà industriali che garantiscano ed implementino la vocazione manifatturiera della nostra zona industriale, fermo restando la compatibilità ambientale sulla quale sono gli organi preposti a poter giudicare”. I sindacati esprimono stupore per la scarsa attenzione per la  mancanza a livello nazionale di interventi a tutela delle attività produttive che sarebbero ormai riconosciute anche dalle forze datoriali, mentre le posizioni dei finiani a livello locale vengono giudicate atte esclusivamente a ricercare visibilità. Insistere al contrario, insieme alle istituzioni locali e regionali nel chiedere coerenza rispetto agli impegni assunti dal Ministero dello sviluppo economico, questo asseriscono di voler fare i sindacati ricordando al  Ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli  l’accordo di programma a favore della soluzione di vertenze come Eaton ed in particolare NCA, a partire dalla realizzazione della seconda  nave delle Ferrovie dello Stato. “Noi che nella nostra provincia rappresentiamo lavoratori e disoccupati”, concludono, “chiediamo apertamente a tutta la politica ed in particolare a Futuro e Libertà di agire in Parlamento e nel territorio in maniera costruttiva a favore del lavoro e dello sviluppo”.