Questa mattina la battaglia di Fli Carrara sull’evasione fiscale alle cave è approdata in parlamento. Il deputato di Futuro e Libertà Enzo Raisi ha presentato un’interrogazione urgente ai ministeri dell’economia e dell’interno per chiedere conto del sistema tributario delle cave e dei controlli da parte della guardia di finanza. Una articolata interrogazione in cui il deputato ha ricostruito in sintesi il sistema concessiorio delle cave, partendo dal regio decreto del 1927 fino alle ultime modifiche al regolamento degli agri marmiferi. Chiedendo poi verifiche sul perché, a fronte di ripetute e comprovate denunce di evasione, la Guardia di finanza non sia intervenuta per contrastare tale macroscopico fenomeno di illegalità diffusa. Nel question time la risposta del Governo è immediata ed è toccato al sottosegretario Francesco Maria Giro illustrare la risposta del ministero dell’economia. Al deputato è stato sottolineato come il regolamento marmifero abbia origini in epoca preunitaria e rappresenti un eccezione anche nel regolamento regionale, ciò è stato posto come premessa. Sull’evasione fiscale ha risposto il comando generale della Guardia di Finanza che ha ricordato l’attenzione del comando provinciale di Massa Carrara per le attività marmifera ed ha presentato i dati dell’ultimo quinquennio di controlli. Numeri impressionanti. – A fronte di soli 53 controlli, poco più che dieci controlli l’anno, sono stati riscontrati 182 milioni di euro su cui è scattata la proposta per il recupero a tassazione, 36 milioni di Iva dovuta e 1,36 milioni di Irap evaso –
Raisi si è dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta del Governo ed ha annunciato che continuerà l’azione politica per chiedere maggiori controlli sull’evasione fiscale alle cave.
