Si sono contati poco prima di votare, erano 15 precisi più il sindaco e il presidente del consiglio Luca Ragoni; con il numero legale garantito la maggioranza in consiglio comunale a Carrara è andata ad approvare l delibera che autorizza la richiesta di concordato al tribunale di Massa per salvare il Cermec. Carrara, come Massa, si impegna a stanziare 1,2 milioni di euro per il 2011 e 2,2 milioni per il 2012 con un impegno economico che dovrebbe terminare nel 2015, così come previsto dal piano industriale presentato dal cda dell’azienda. Un’operazione da diverse decine di milioni di euro utilizzati per ripianare i debiti ma anche per costruire il futuro dell’azienda. Ma l’opposizione pur evitando di ostacolare il voto presentando alcuni presunti vizi formali nella convocazione del consiglio, ha evidenziato come quella che la maggioranza ha definito una manovra di “responsabilità” nasconda invece delle potenziali insidie anche per i consiglieri comunali stessi. Per Iginio Dell’Amico, dell’associazione Carrara prima di tutto, saremmo di fronte ad un debito complessivo di 40 milioni di euro rappresentativi della più grave crisi di un’azienda pubblica del dopo guerra. Molto più duro Gianni Musetti che citando l’articolo 2497 del codice civile ha ammonito i consiglieri di maggioranza sulle possibili ripercussioni della delibera che potrebbe costituire un danno erariale su cui la Corte dei Conti potrebbe intervenire. Alla fine è arrivato l’ok ma la tensione in aula era alta per una votazione che mai come in questa circostanza ha rappresentato una responsabilità politica da parte della maggioranza. Con la delibera approvata contemporaneamente da Carrara e da Massa il Cermec suddivide i propri creditori in quattro fasce. I privilegiati, tra cui le aziende artigiane, che riceveranno il 100% del credito con 5 rate annuali: gli strategici che riceveranno il 75% del credito con 8 rate annuali; ordinari riceveranno il 25% in 5 rate annuali ed enti pubblici riceveranno il 25% in 5 rate annuali.