CATALOGO TORANOPassione, questa la parola giusta per comprendere lo spirito con cui è stato editato il catalogo della XII edizione della consueta rassegna che ogni estate si svolge a Torano. “Torano Notte e Giorno” 2010 ha voluto fare una salto di qualità, spingendosi ad illustrare, non solo le opere degli artisti che hanno partecipato alla mostra, ma fornendo, oltre a dettagliate schede biografiche, anche ricchi testi critici. Di scultori come Pier Giorgio Balocchi, Simonetta Baldini e Ulrich Johannes Mueller, ma anche critici, quali quelli di Anna Vittoria Laghi, titolare della cattedra di Storia dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Carrara e Marco Pierini, Direttore della Galleria Civica di Modena. Un unico filo rosso unisce gli artisti che letteralmente affollano il catalogo: la partecipazione ai simposi. Un popolo di viandanti nel mondo, come ben li definisce Balocchi, ovunque ci sia da scolpire, con un pensiero a Torano. Sì, perché Torano è questo: una piccola mostra quasi nascosta ma in grado di deliziare, appuntamento fisso per artisti provenienti da ogni latitudine. Nella Grecia antica Simposio significava “bere insieme”, ma tradurlo così oggi, scrive Mueller, non ne dà il vero senso, poiché nell’antichità il mangiare ed il bere erano legati fortemente da una spiritualità ritualizzata. E certo il “viaggio” della scultura ha molto di spirituale dato che, come sottolinea ancora l’artista tedesco, contemporaneamente al “viaggio individuale” del singolo artista, c’è la somma di tutti gli spostamenti dei partecipanti che produce una straordinaria concentrazione di energia che non può essere letta come semplice “risultato” della somma. Il tema del viaggio è un punto caratterizzante del Simposio che coinvolge anche chi non si deve spostare materialmente. E allora, nella riflessione di Simonetta Baldini, sono i simposi stessi a diventare “sentieri”, percorsi da un “popolo di scultori nomadi”, per testimoniare ovunque un’esigenza archetipica, un viaggio che cattura la musica del luogo, la porta con sé, per eseguirla chissà dove, chissà quando, così che ogni simposio diventi sinfonia.