La direttiva Bolkestein non colpisce soltanto i balneari, ma anche gli ambulanti, che dicono no ad una normativa <<che annuncerebbe la fine del commercio ambulante e decreterebbe la precarizzazione del settore>>. Di questo si è discusso in un convegno che si è tenuto nei giorni scorsi al Teatro dei Servi di Massa, organizzato da Anva e Confesercenti. In sala erano presenti una quarantina di ambulanti del territorio, in gran parte stranieri, che hanno preso parte al dibattito. Il primo elemento condiviso è stato quello di <<uscire dalla Bolkestein>> o, in extremis, <<definire nuovi criteri per ristabilire le nuove postazioni di mercato, altrimenti si annunciano mobilitazioni>>. Al decreto Bolkestein si contesta: la possibilità di concedere autorizzazioni commerciali alle società di capitali e alle cooperative e la decadenza delle concessioni per la vendita dopo dieci anni, cui seguirebbe un bando pubblico. In sostanza, mentre adesso il rinnovo delle concessioni è automatico e avviene ogni dieci anni, con la Bolkestein vengono messe a bando le concessioni di posteggio, senza che l’operatore possa rivendicare una prelazione, fatto che annullerebbe ogni diritto e ogni investimento. Per tutelare gli ambulanti, l’Anva e la Regione Toscana, hanno approvato un documento ufficiale per uscire da questa normativa, dove sono stati definiti nuovi criteri da applicare per il rinnovo alla scadenza delle autorizzazioni. L’assessore Della Pina si è detto vicino al settore: <<auspico che questo decreto venga rivisto e sono d’accordo con la vostra protesta; siamo però di fronte ad un vuoto legislativo>>. Attualmente, al livello nazionale si contano 170 mila ambulanti, mentre in Toscana sono circa 11 mila. Il dato emerso con forza negli ultimi tempi, vede un aumento degli extracomunitari, che rappresentano una fetta del 30% del mercato. Parallelamente alla loro crescita, sono diminuiti invece i giovani, che non sono più interessati ad entrare in questo mondo. Da sottolineare, infine, anche l’aumento dei costi di gestione, a partire dal carburante, suolo pubblico e l’acquisto dei posteggi. Basti pensare che: <<fare cinque mercati a settimana di otto ore ha costi maggiori rispetto ad un negozio di periferia aperto 16 ore in una città di media gestione>>.E nel resto d’Europa, come se la passano gli ambulanti? Quello che viene colpito dalla direttiva Bolkestein è la concessione. Concessione che si applica solo in Italia e in Spagna. Nel resto d’Europa, infatti, si fanno grandi fiere e non mercati stanziali; in Europa la maggior parte dei mercati cittadini sono alimentari, con il capo-mercato che al mattino stabilisce chi può allestire il proprio banco e chi no.