Un vero caso di discriminazione verso un disabile, un inaudito caso di ingiustizia, che ha colpito la sanità apuana e che riguarda una dottoressa disabile, che all’improvviso è rimasta senza lavoro. La storia è quella di un medico, invalido civile che viene assunta nel 2004 dall’Asl di Massa Carrara con contratto libero professionale, a tempo determinato, nelle mansioni di medico di supporto, fino al 2008.  Nell’anno successivo, nel 2009 le vengono affidate mansioni amministrative, nonostante la sua laurea in medicina. La svolta nel 2010: all’inizio dell’anno non le viene rinnovato il contratto e rimane senza lavoro: il medico comincia quindi a stare male, con gravissimi disagi quotidiani. L’asl non da alcuna spiegazione del mancato rinnovo del contratto e i tentativi di ottenere un reintegro nel posto di lavoro risultano senza esito. L’unica risposta che viene fornita è la mancanza di abilitazione, titolo che però occorre solo per fare il dirigente medico o lo specialista: un vero caso di discriminazione con tutti i contorni del mistero. Si fa sentire sulla vicenda Andrea Vinchesi, presidente provinciale dell’unione nazionale mutilati e invalidi per servizio; la sua considerazione è di una persona esterrefatta; “non si comprende come mai, afferma il commendatore Vinchesi, “l’asl non abbia prorogato il contratto di lavoro e tutta questa vicenda dimostra l’accanimento verso la categoria dei disabili”. “Il problema della disabilità, prosegue Vinchesi non è avvertito a livello sociale e definisce vergognoso ed inaccettabile” il comportamento tenuto dall’azienda Apuana. Sul caso è intervenuto anche il legale avvocato Sandro Castro che ha sollevato la questione alla magistratura. La speranza è che nel più breve tempo possibile sia fatta giustizia e che venga posto fine allo stato di sofferenza di una persona che già vive per sua sfortuna uno stato di minorazione.