La Concia continua ad essere nel degrado: nulla è cambiato, il cancello è aperto, i senza tetto stazionano nell’edificio della provincia, e non sembrano profilarsi all’orizzonte interventi da parte della pubblica amministrazione. L’allarme ancora una volta proviene dall’associazione Italia Nostra e i commenti che escono dal suo entourage non sono certo lusinghieri: trapela infatti la paura che la situazione di abbandono in cui versa la Concia possa aggravarsi ancora di più, se non si fa chiarezza sulla destinazione del sito e di accordo tra i vari proprietari. L’area nel corso degli anni ha cambiato numerose volte destinazione d’uso; prima ha visto insediarsi un centro sociale,nel capannone abbandonato lungo il frigido, poi lo stesso capannone venne acquistato da parte dalle Acli, per conto della provincia in un’asta pubblica. La convinzione dichiara Italia nostra è che l’area fosse tutta pubblica, invece il capannone ex Comune era pubblico, ma la ex Concia era privata e il terreno non è della provincia, ma in proprietà indivisa con i privati proprietari dell’ex concia: e questo aspetto venne fuori quando le Acli, lo scorso novembre,hanno restituito il capannone alla provincia. E la provincia non è mai intervenuta, continua Italia Nostra per eliminare le carcasse di auto ed i cumuli di spazzatura presenti nel sito. La convinzione era anche che la provincia sarebbe intervenuta per chiudere con un cancello l’area utilizzata come discarica e ricovero di senza tetto in attesa di definire un percorso che portasse al recupero ipotizzato dal Piuss. Nulla è cambiato insomma, nonostante le diverse sollecitazioni ed un incontro a febbraio tra Italia Nostra, i consiglieri comunali Borghini e Carioli ed alcuni abitanti di Borgo del Ponte con l’assessore provinciale Vatteroni: tante promesse, tanti impegni, ma per ora niente di nuovo sotto il sole,l’amara conclusione dell’associazione.
