Il sindaco Angelo Zubbani, durante l’intervista rilasciata a Bernardo Iovene di Report, avrebbe  scelto la strategia difensiva dell’impotenza per nascondere le sue precise responsabilità. Questo l’attacco di Legambiente al primo cittadino che, pur riconoscendo i meriti di Emilia Fazzi-Contigli, non avrebbe apprezzato neppure le dichiarazioni che l’ex sindaco di Carrara rilasciò alcuni giorni dopo la messa in onda della trasmissione di Rai 3. Fazzi-Contigli ricordava il 1994, quando la sua amministrazione approvò un Regolamento degli agri marmiferi che ribadiva la proprietà indisponibile delle cave, disponendo la temporaneità delle concessioni, la loro onerosità e la conduzione diretta. “Carrara non è il Far West”, affermava Fazzi-Contigli, “ma è sufficiente la volontà politica di far rispettare le regole”. Se Zubbani replica che quello, seppur positivo, rappresentò solo un primo passo, Legambiente ritiene che da allora i passi fatti siano di esclusivo arretramento. Con la delibera del 2002 la durata della concessione è stata portata da 20 a 29 anni, introducendo il rinnovo automatico, ed è stato eliminato il principio dell’importo del canone in relazione al valore di mercato, sostituendolo con un generico “importo da stabilirsi da parte del Consiglio comunale”. In seguito, il principio del canone in relazione al valore di mercato è stato ripristinato formalmente, ma disatteso di fatto: con l’articolo 10 del regolamento 2005 infatti si sarebbe introdotta la possibilità di concordare con gli industriali una tariffa comprensiva sia del canone che del contributo regionale. Il Comune insomma, secondo Legambiente, avrebbe introdotto una scappatoia per concordare le tariffe con gli industriali, sostituendo al mercato il mercanteggio.