Una gara d’appalto da 1 milione di euro è stata aggiudicata per 590mila. Cna punta il dito contro il meccanismo delle gare pubbliche affidate con il massimo ribasso fino al 50%. In questo modo – si legge in una nota- viene favorito il lavoro nero e la bassa qualità delle opere. E’ durissima l’analisi degli impiantisti della Cna Apuana. Paolo Bedini, delegato della Presidenza Regionale Impiantisti per gli appalti dichiara: “le gare al ribasso uccidono le imprese e nascondono prassi poco chiare, in questo modo si compromette il mercato e favorisce il lavoro nero”, un disastro per le piccole imprese”. E a non tornare sono gli aspetti poco chiari delle gare d’appalto: Ecco l’analisi di “In Manuela Paladini, Responsabile Edili e Impiantisti per Cna: “in questo modo, si calpestano tutti gli aspetti legati alla sicurezza e alla formazione, e si cancellano dal mercato le imprese serie che tentano, con sforzi immani, di sopravvivere. “E’ vero che l’ente pubblico risparmia – sostiene ancora Bedini – ma è anche vero che un lavoro eseguito con la metà del costi lascia intendere una qualità inferiore nell’utilizzo magari dei materiali. L’altro grido di allarme è collegato alla crescita esponenziale al ricorso delle vie legali. “Sono triplicati – commenta Bedini – , ad oggi, anche un’impresa in salute soffre le tensioni economiche causate da maggiori difficoltà all’incasso delle fatture. Le imprese, in questa fase storica, stanno finanziando il paese poiché l’esposizione bancaria si è triplicata nei confronti degli istituti: Siamo finanziarie o imprese?”.
