Non sussistono più le condizioni per il coinvolgimento di un partner industriale pubblico per Nca,  che quindi per garantirsi prospettive occupazionali stabili, deve ricercare soluzioni industriali private anche in settori diversi dalla navalmeccanica: è quanto afferma nero su bianco il ministero dello Sviluppo nel verbale uscito dal tavolo di confronto con le istituzioni apuane e regione toscana e dedicato alle vertenze Eaton e Nca. E se per lo stabilimento di Massa, da Roma non sono arrivate grandi novità, quella di oggi per il cantiere navale di Marina di Carrara è sicuramente la giornata della svolta. Dopo una vertenza durata mesi, per non dire anni, il governo è uscito allo scoperto e senza mezzi termini ha spianato la strada alla privatizzazione, facendo tramontare per sempre l’ipotesi di un ingresso di un azionista pubblico e conseguentemente la possibilità per Nca di restare nella navalmeccanica, il tutto senza lasciare molte possibilità di replica ai rappresentanti delle istituzioni locali: “E’ stata una trattativa durissima”, ha commentato il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, spiegando che preso atto delle posizioni del ministero adesso non resta che lavorare affinché l’accordo di programma serva in qualche modo a tutelare i prossimi due anni di vita del cantiere. “L’incontro si è aperto discutendo della liquidazione immediata di Nca, quindi in un certo senso qualcosa siamo riusciti a ottenere”, ha dichiarato l’assessore provinciale allo Sviluppo Economico Paolo Baldini, a conferma dei pochi margini di trattativa lasciati da governo e Invitalia, l’azionista di maggioranza del cantiere. Davanti a questa situazione ai rappresentanti del territorio apuano non è rimasto che tentare di salvare il salvabile, ovvero cercare di garantire l’acquisizione della commessa delle ferrovie dello stato che porterà alla fabbrica di marina di carrara altri due anni di lavoro e di cui l’assemblea degli azionisti di Nca discuterà lunedì prossimo. E poiché Invitalia vuole assolutamente garantirsi un’uscita tranquilla dall’assetto societario del cantiere, il perfezionamento di questo carico di lavoro è in qualche modo condizionato dalla risposta che il territorio apuano e in particolare lavoratori e sindacati daranno all’incontro di oggi: la riunione si è infatti conclusa con un verbale che, nel rispetto degli accordi presi ieri, non è stato firmato da nessuno. Da domani partirà una fitta serie di incontri per formalizzare una risposta e decidere se sottoscrivere o meno questo documento: un percorso tutt’altro che scontato visto che sia l’ipotesi della privatizzazione sia quella dell’uscita dalla navalmeccanica, sono da sempre osteggiate da tute blu e confederali. Ma questa volta far trascorrere altro tempo, aprendo una nuova trattativa o una fase di scontro, significherebbe perdere la commessa delle ferrovie e quindi avviarsi verso la strada della chiusura immediata del cantiere navale.