Dopo la relazione di Zubbani si susseguono una serie di interventi atti confermare la bontà del piano e proporre ulteriori spunti. Dal Pdl Luciano Tonarelli afferma che la questione relativa alla lavorazione al piano dovrebbe essere prioritaria, così come importante sarebbe l’istituzione di una polizia mineraria che controlli tutto ciò che effettivamente avviene al monte. Mentre Riccardo Bruschi suggerisce la riduzione dei 29 anni di concessione per riallungare eventualmente i tempi in base allo spirito collaborativo dimostrato. Intanto Andrea Vinchesi dall’Api, propone di concedere incentivi a chi vorrà costruire o restaurare immobili e rivestimenti in marmo, mentre Pietro Giorgeri dal Psi sottolinea l’importanza di una bolla di trasporto con la descrizione dettagliata dei materiali rilasciata dal capocava. E se dal Pd Carlo Martini non si accontenta del tutto delle 4 fasce di qualità stabilite e vorrebbe ritornare alle 6 proposte in principio, il Presidente della commissione Nicola Marchetti solleva il problema sicurezza sul lavoro. Riprendendo una questione evidenziata dalla ASL dall’ingegner Maura Pellegri, Marchetti sottolinea quanto in cava esistano ancora contratti differenziati, ovvero, alcuni cavatori sarebbero ancora costretti a lavorare con la pioggia. Un problematica questa, secondo Marchetti, da non tralasciare e sottolineare in occasione del tavolo, tentando di giungere ad un’equiparazione dei contratti, che possano garantire sicurezza laddove ancora non c’è.