“L’esigenza di discutere della questione marmo con gli industriali, di rivedere le tariffe e regolamentare il trasporto del materiale deve prescindere da problemi di bilancio, al contrario, si tratta di riconoscere un diritto della cittadinanza ad avere ciò che le spetta ”. Questo ha tenuto a chiarire il sindaco Angelo Zubbani relazionando in commissione marmo le proposte fatte all’ultimo incontro con gli industriali e le argomentazioni che verranno ribadite durante il prossimo, previsto per venerdì 14. La questione delle tariffe in primo piano e un documento, portare le fasce di qualità dei materiali da 3 a 4 adeguando i costi al mercato, sottoscritto da 4 associazioni. Ma che l’unica firma mancante sia proprio quella di Assindustria certo non soddisfa, e sarà proprio di questo che si discuterà in settimana, in ogni caso comunque, assicura Zubbani, un accordo lo troveremo e per chi non vorrà sottoscriverlo, passeremo all’arbitrato. Non ripetere l’esperienza del 2008, quando i concessionari pretesero di dettare loro la legge. Metodo del tutto pretestuoso questo, secondo il primo cittadino, soprattutto a fronte della ripresa del lapideo che registra i numeri migliori dal 2002, e l’ impegno dimostrato dall’Amministrazione con la costruzione della Strada dei Marmi. Fasce e relative tariffe aumentate quindi, e una revisione ogni due anni per garantire eventuali adeguamenti in base alle tabelle Istat. Maggiore controllo degli autotrasportatori, creando una triangolazione dei rapporti: gli autotrasportatori non dovranno più fare riferimento solo al concessionario, bensì anche al Comune, che accerterà che non ci siano pendenze ed effettuerà controlli trimestrali, oltre ad esigere la presentazione della fideiussione relativa ai tre mesi precedenti. Infine, ma non di minor rilevanza, la possibilità da parte dell’Amministrazione, di addivenire ad un’intesa circa la lavorazione in loco e, da parte di alcuni si sarebbe già espressa la disponibilità ad elaborare un progetto che garantisca maggiormente la vendita del materiale ai laboratori del piano. “Si tratta di un’assunzione di responsabilità imprenditoriale”, sottolinea il primo cittadino e obietta, “semplice vendere grezzo un materiale unico come il nostro ma non certo dimostrazione di una brillante capacità imprenditoriale”.