Dietro i cancelli della Eaton, aspettando che la proprietà si ammorbidisca, conceda qualche mese di cassa in deroga. Ma senza troppe condizioni, perchè, qualche settimana quella proposta della eaton era stata stracciata, perchè troppo dura, troppo vantaggiosa per lei e poco per i lavoratori. Adesso però l’azienda è avvelenata, non partecipa ai tavoli romani, non le interessa delle proteste in fabbrica, drizza le orecchie alla proposta di acquisto delle aree ma non più di tanto, almeno finchè non riceverà una offerta concreta e seria.  Sette lavoratori della Eaton si sono chiusi in fabbrica, gli altri sono rimasti fuori e dormiranno a turno nelle tende montate questo pomeriggio. Solo sette in sciopero della fame, i più giovani e i più in salute, i più coraggiosi. Non abbiamo costretto nessuno, ognuno è libero di affrontare la vertenza come crede, ma chiediamo a chi è rimasto fuori di non abbandonarci. Sono parole di giovacchino pitanti della rsu, che parla tramite un microfono al di là dei cancelli. Con lui ci sono altri compagni, alessio castelli segretario fiom, michele folloni rsu cisl. Qualcuno da fuori ammette che provare la fame non fa per lui, che non ce l’avrebbe fatta, ma è comprensibile. Arrivano le mogli e le compagne  a chiedere di cosa abbiano bisogno i loro uomini che da eri alle 24 sono chiusi in fabbrica senza mangiare. Alla eaton anche il capogruppo del pdl di massa corrado amorese con il consigliere bruno quieti. Hanno cercato di mettere in contatto il ministro romani con gli operai tutto il pomeriggio, senza riuscirci, ma l’obiettivo, dice amorese è tentare di portare romani a massa. Non si è fatto vedere invece il sindaco di massa roberto pucci, bloccato a firenze da rossi, a cui forse ha parlato dell’acquisto delle aree, del progetto, del bisogno di concretizzare gli accordi. I prossimi appuntamenti saranno venerdì un consiglio comunale in cui formalizzare la richiesta di acquisto delle aree e lunedì l’ennesimo tavolo romano a cui tutti sperano partecipi anche la eaton.