Il presidente del comitato Arci Carrara e Lunigiana Umberto Moisè critica fortemente la decisione del sindaco Angelo Zubbani d’indagare sul conto dei Rom del Lavello e in solidarietà con loro afferma: “Da oggi chiamatemi Umberto  Halilovic”. Il punto non sarebbe tanto l’illegittimità delle indagini svolte dalla finanza su richiesta del primo cittadino quanto  le finalità ed il metodo utilizzato servendosi della stampa. Dietro a tutta la manovra, secondo Moisè sarebbe chiara la volontà di giustificare di fronte alla cittadinanza l’abbattimento del campo con le ruspe ed il brusco allontanamento dei Rom che l’Amministrazione progetterebbe da tempo. “Se la legge è uguale per tutti”, sottolinea Moisè, “oltre che dei 250 mila euro trovati sul conto del capo della comunità rom di Carrara, Izet Halilovic, la guardia di finanza dovrebbe occuparsi anche del nero dei baroni del marmo. La legalità va rispettata e sono d’accordo, ma bisognerebbe pretenderlo da tutti, invece ormai non si fa altro che usare costantemente due pesi e due misure, giustificando sempre ogni mezzo in base al fine da perseguire”.