L’autovelox?Deve essere segnalato da cartelli altrimenti non è regolare. Ma la nuova norma non è chiara. E così alcune polizie provinciali e municipali continueranno a sanzionare gli automobilisti sorpresi dall’autovelox che ha cartelli a meno di un chilometro, mentre altre si asterranno in attesa di chiarimenti

Il problema è tutto in quell’avverbio: comunque. Sì. Perché come al solito le leggi italiane sono pieni di cavilli e si prestano a così tante interpretazioni da diventare spesso inapplicabili. Stiamo parlando dell’autovelox e della seconda circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza sulla riforma del codice della strada, la legge 120 del 2010. La normativa stabilisce infatti che tra l’a pparecchio e il cartello che lo annuncia ci debba “comunque” essere un chilometro.

E questo di fatto mette fuori norma quelle installazioni che non sono segnalate da cartelli piazzati ad almeno mille metri di distanza. Tutto chiaro quindi?
No, perché per entrare in vigore la norma ha bisogno del decreto attuativo.
Cosa succede quindi nel frattempo? Non si sa. Perché alcune polizie provinciali e municipali continueranno a sanzionare gli automobilisti sorpresi dall’autovelox che ha cartelli a meno di un chilometro, mentre altre si asterranno in attesa di chiarimenti. Toccherà semmai a chi si è beccato una multa fare ricorso al giudice di pace.

Cornuto e mazziato da autovelox che servono più a far cassa che a garantire la sicurezza sulle strade, il cittadino insomma dovrà sobbarcarsi l’onere della difesa nell’incertezza di quello che deciderà il magistrato.
E un assaggio della possibile confusione si ha già con i primi annunci dei Comuni: situazione a macchia di leopardo nell’Empolese Valdelsa, con Comuni che disattiveranno la macchinetta ed altri no, così come nel territorio di Pontedera; a Collesalvetti ne verranno invece spenti quattro su cinque, mentre sull’Emilia ci sarà (è chiaramente una battuta) veramente da divertirsi: il Comune di Castellina spegnerà i suoi due impianti, cosa che non faranno, sulla stessa strada, a Santa Luce.

Gli stessi equivoci che succederanno per esempio per chi trucca macchine e motorini perché nel qual caso è prevista la confisca, cioè la perdita per sempre, dei pezzi usati per l’elaborazione. Solo che il comma recita ancorché installati sui veicoli e questo ancorché come il comunque dell’autovelox, ha scatenato il confronto tra chi dice che va interpretato come la possibilità di confiscare l’intero veicolo e chi invece propende per il sequestro dei soli pezzi.

Ma torniamo ai nostri autovelox. «Il fatto che la legge modifichi più di 80 articoli mette in difficoltà oltre che i cittadini anche gli organi di polizia stradale», spiega Sergio Bedessi, ex comandante della Polizia Municipale del Valdarno Inferiore e membro del comitato toscano dei comandanti.
«In particolare l’articolo 25 della legge 120, comma 2, prevede che un decreto ministeriale provveda a definire le modalità di collocazione dei cartelli che devono preannunciare, fuori dai centri urbani, i rilevatori di velocità».

«La norma non fa alcuna distinzione fra strumentazioni fisse e postazioni mobili e da una prima lettura sembra essere rivolta all’e stensore del futuro decreto; da una lettura più attenta però sorge il dubbio se la distanza di un chilometro fra il cartello e lo strumento di controllo debba essere rispettata da subito, essendo stabilita da norma comunque già in vigore, oppure se si debba aspettare il decreto, essendo la norma rivolta al redattore del decreto».

Il dubbio lo ingenera proprio la parola “comunque”. Infatti se fosse stata una mera indicazione per chi andrà a scrivere il decreto, il legislatore avrebbe dovuto scrivere: «Con il medesimo decreto – aggiunge Bedessi – sono definite, altresì, le modalità di collocazione e uso dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo, finalizzati al rilevamento a distanza… L’inserimento della parola “comunque”, che voleva porre particolare enfasi all’argomento distanza, potrebbe essere però interpretato come “in ogni caso” (anche prima dell’emissione del decreto), e dunque già da adesso!».

14 agosto 2010