Vicende apparentemente slegate tra loro sarebbero in realtà, secondo gli appartenenti al Circolo “Giordano Bruno” di Carrara, accomunate dalla cronica carenza di punti di socializzazione giovanile della città e dalla totale incapacità dell’attuale amministrazione di fornire risposte adeguate. Lo sfratto del gruppo di giovani di “CarraraCreare Underground” dal palazzo di via Tenerani, al di là dei cavilli tecnico burocratici, dimostrerebbe  quanto il Comune non abbia in testa alcun progetto rivolto allo sviluppo delle potenzialità dei ragazzi  e neppure sia minimamente interessato al patrimonio culturale creato con impegno e dedizione dall’associazione esclusa dalla convenzione. Allo stesso tempo, l’Amministrazione ha restituito alla Curia lo spazio dell’ ex Chiesa del Suffragio e questo secondo Sinistra Ecologia e Libertà avverrebbe ancora a causa della carenza di programmazione nella gestione dei locali pubblici e della mancanza cronica di idee e iniziative. Infine, spunterebbe l’idea di trasferire la biblioteca comunale nei locali della Curia di via VII Luglio:  storico e lodevole luogo di aggregazione giovanile della città. In questo posto infatti sarebbe attivo da 4 anni un gruppo di ragazzi che dedicano il proprio tempo libero ad un centro giovanile aperto a tutti. Dopo i tanti tentativi di farci un parcheggio poi non realizzato, si sarebbe riusciti a farli sgombrare per cedere il posto alla biblioteca comunale. Dovranno quindi mettersi da parte, in meno di un mese, più di 400 iscritti  che svolgono varie attività, fra palestra, corsi di chitarra e partite di calcio. “Ma ci domandiamo”, si accusa dal circolo, “offrire un’alternativa alla strada o al bar a un sacco di ragazzi disagiati e non, non interessa proprio a nessuno? Evidentemente non al Comune né alla Curia. Pensiamo sia giunto il momento di dire basta a questo stato di cose”, conclude il comunicato, “come organizzazioni politiche, associazioni culturali e di volontariato, gruppi  di giovani e laboratori di sperimentazione, come liberi cittadini, chiediamo all’Amministrazione comunale di aprire un confronto pubblico sulla scorta dell’esperienza di molti comuni della Toscana; un tavolo, un forum dei giovani dove poter ascoltare, sondare e analizzare i bisogni;  far parlare e ascoltare  i ragazzi e le ragazze in prima persona”.