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lunedì, 23 giugno, 2014

http://www.antenna3.tv/2014/06/23/atti-osceni-non-puo-andare-da-mamma-la-donna-diventata-la-sua-ossessione-abita-di-fronte-allanziana-il-giudice-non-si-avvicini/

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Atti osceni, non può andare da mamma La donna diventata la sua ossessione abita di fronte all’anziana. Il giudice: non si avvicini

di  Redazione web

tribunale La vicina di casa della madre è una donna avvenente. Lui, poco più che trentenne, non aveva però il coraggio di avvicinarla e così la spiava dalla finestra quando andava a trovare mamma. Le prime volte si è limitato a guardare, poi ha iniziato a fare dei gesti osceni. Espliciti. E lei non ha potuto fare altro che denunciarlo. I carabinieri lo hanno sorvegliato e hanno scattato delle fotografie. Arresto in flagranza di reato. L’accusa: stalking.

Una storia iniziata un paio di anni fa nella provincia apuana (località e nomi dei protagonisti non li mettiamo per tutelare la privacy della vittima che da questa vicenda ha ricavato un forte esaurimento). Lui si è accorto della nuova vicina di mamma andando a trovare l’anziana donna. Da quel momento è diventata una vera ossessione: mentre prima doveva essere la madre a chiamarlo, improvvisamente era lui a suonare alla sua porta. A qualunque ora del giorno e della notte. Un figlio modello. O almeno lo sembrava. Invece il suo scopo era spiare colei che amava segretamente. Prima in maniera garbata, poi compiendo gli atti osceni che circa un anno fa gli hanno aperto anche le porte del carcere.

L’indagine dell’Arma è scattata dopo che la donna, esasperata dalle continue attenzioni («non sono più libera di affacciarmi alla finestra», ha spiegato al brigadiere che ha verbalizzato la sua rabbia) si è recata in caserma per chiedere aiuto. Per poter intervenire però servivano le prove: così i militari si sono appostati due o tre volte, scattando delle foto che hanno definito inequivocabili. E sono servite da prova.

Ieri la vicenda si è chiusa in tribunale. Il giudice Fabrizio Garofalo ha concesso il rito abbreviato all’imputato difeso dall’avvocato Guido Bernieri.E lo ha condannato a sei mesi, senza sospendere la pena perché la perizia psichiatrica richiesta dal legale dell’uomo non ha rivelato alcuna patologia che potesse valere da attenuante. Il giudice ha anche disposto il divieto di avvicinarsi alla vittima, per un tempo indeterminato. Il problema è che questo vuol dire che non potrà andare a trovare la madre. Anche se sul punto è già pronto il ricorso da parte della difesa.

 

Il Tirreno

ore: 18:23 | 

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