Un cittadino denuncia: «Si vantavano di lavorare senza requisiti». Dubbi su controlli e sicurezza, chiesta chiarezza sull’iter di assunzione
Abbiamo ricevuto una particolare richiesta da un cittadino, nostro ascoltatore. Pubblicare una lettera aperta in cui egli ci informa di un fatto avvenuto qualche settimana fa, nel centro di Massa e che ha come protagonisti uomini e donne dai 25 ai 35 anni che si starebbero prendendo gioco di chi dà loro lavoro.
Ma veniamo ai fatti per spiegarci meglio. Da quanto descrive nella lettera, il nostro ascoltatore stava passando una serata in un locale di Piazza Mercurio; poco distante da lui e seduto ad un tavolo vicino, questo gruppetto stava, queste le sue parole, “-vantandosi di aver fregato e preso per i fondelli le Poste Italiane”, nello specifico quelle di Massa per cui lavoravano. Lo facevano animatamente, divertiti e con tono di sbeffeggio.
Il discorso scivolava sui particolari, ovvero le Poste italiane non avrebbero mai controllato l’esistenza e la conseguente validità delle loro patenti di guida, (evidentemente riferendosi allo svolgimento di un impiego che obbliga ad essere titolari di patente). Tra sarcastiche risate, l’intero gruppo apostrofava i propri superiori con termini che per sua educazione l’ascoltatore non ha voluto trascrivere, ma che fanno ben intendere quanta mancanza di rispetto potesse esserci verso l’intero Ente, che affida loro mezzi circolanti su strada.
Abbiamo cercato di carpire quale è il metodo di assunzione e di controllo dei documenti di chi chiede di essere assunto da Poste Italiane, inviando la propria candidatura come portalettere. Per il candidato, la patente di categoria B o superiore è un requisito indispensabile e obbligatorio ed è richiesta per condurre mezzi aziendali, inclusi ciclomotori, tricicli o automobili. Siamo entrati nei particolari: in un ufficio postale della città ci hanno confermato che, dopo la compilazione online di un form, i candidati devono effettuare sempre online un test di selezione di ragionamento logico, superato il quale vengono contattati da Poste Italiane per il completamento della selezione che prevede un colloquio ma anche una prova di idoneità alla guida di un motomezzo a pieno carico. Il superamento della prova è condizione essenziale senza cui non può avvenire l’assunzione.
Ci chiediamo, l’ascoltatore e noi, prima o poi questa patente verrà controllata? Se non viene esibita perchè inesistente se ne accorgerà qualcuno? Se viene esibita magari falsa, se ne accorgerà qualcuno? E una volta assunti, se questi allegri conducenti di mezzi percorrono le strade senza titolo di guida valido e, come osserva l’ascoltatore cittadino, padre di famiglia dovesse mai succedere un incidente, chi è responsabile? Va ricordato che la guida senza patente in Italia è regolata dall’art. 116 del codice della strada, che prevede sanzioni onerose e a seconda dei casi fino al reato penale.
Il nostro ascoltatore aggiunge: “il vilipendio, la sfacciataggine, la derisione di questi lavoratori verso chi li ha assunti e non di meno la disattenzione o l’intento – chissà- di assumere personale senza le verifiche obbligatorie sono da condannare”.
Da parte nostra ci riserviamo di continuare la ricerca della verità, anche coinvolgendo i giornali locali e la popolazione a cui chiediamo di collaborare qualora fossero a conoscenza di fatti simili.
