Valorizzare il più possibile il contenuto identitario del monumento, in netto contrasto con la visione dell’arte contemporanea, tesa a rifiutare il tema per le sue finalità celebrative. In un momento in cui sempre più difficile diventa trovare scalpellini ed artigiani della pietra, l’Associazione Onlus e Confartigianato mirano a formare giovani che segnino il passo generazionale e siano in grado di custodire antichi mestieri legati a quel mondo del lapideo che attraversa un momento di particolare sofferenza. Rioffrire figure professionali e riconoscere competenze allora, sembra essere l’unica strada da percorrere per risollevare un’economia locale che, da secoli, si è appoggiata proprio sul lapideo. Il progetto dunque intende istituire protocolli d’intesa con istituti scolastici quali il Liceo Artistico, la Scuola d’Arte e l’Istituto del Marmo, così come con l’Accademia di Belle Arti, per poter avviare una fase didattica e di conoscenza per la formazione degli studenti avvalendosi della collaborazione di figure professionali provenienti dalla Sovrintendenza alle Belle Arti; contemporaneamente intraprendere corsi di formazione per il personale delle imprese per la certificazione dell’opera di restauro su opere realizzate in marmo e pietra. In questo modo verrà eseguita una catalogazione, di tutto ciò che esiste sul territorio provinciale al fine di pubblicarla in uno o più volumi, arricchiti da saggi storico-artistici. A fine formazione e dopo la pubblicazione del materiale, l’Associazione provvederà a ricercare finanziamenti per i restauri necessari. Al momento sono già 68 i soci che si sono resi disponibili, ma si tratta soprattutto di singoli e titolari di aziende, mentre mancano all’appello enti ed istituzioni, nonché l’adesione dei 17 comuni della provincia. “Confidiamo nel sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara e della Camera di Commercio”, afferma il Presidente Gianfranco Oligeri, “ed anche nella sensibilità delle Amministrazioni che, ne sono certo, decideranno di appoggiarci”.
