Non si arresta lo sciame sismico che da venerdì 2 gennaio sta interessando una vasta area tra Toscana ed Emilia-Romagna.
Dopo le due scosse principali registrate in tarda serata – una di magnitudo 3.5 nell’Aretino e una di magnitudo 3.1 in provincia di Pistoia – la terra ha continuato a tremare anche nella notte tra venerdì e sabato, con una serie di eventi tellurici di lieve entità.
La scossa più significativa è stata registrata poco dopo le 23 di venerdì 2 gennaio nella zona di Sambuca Pistoiese, in provincia di Pistoia. Il sisma, di magnitudo ML 3.1, è avvenuto alle 23.02 ora italiana, con epicentro a circa 6 chilometri a est del comune e a una profondità di 9 chilometri. Il movimento è stato avvertito distintamente dalla popolazione, ma non si segnalano danni a persone o cose.
Nel corso della notte e delle prime ore di sabato 3 gennaio l’attività sismica è proseguita con altre scosse di minore intensità. Alle 4.38 è stato registrato un terremoto di magnitudo ML 2.6 con epicentro a 5 chilometri a nord-est di Anghiari, in provincia di Arezzo, a una profondità di 9 chilometri. Pochi minuti prima, alle 4.35, un’altra scossa di magnitudo 2.0 ha interessato l’area di Sansepolcro, sempre nell’Aretino.
Ulteriori eventi sismici sono stati localizzati alle 2.46 nei pressi di Verghereto, in provincia di Forlì-Cesena, con una magnitudo di 2.0 e a una profondità di 19 chilometri, e alle 0.28 nella zona di Camugnano, nel Bolognese, con una magnitudo di 2.3.
L’Ingv continua a monitorare la situazione. Al momento lo sciame sismico rientra in una dinamica già nota per queste aree dell’Appennino, caratterizzate da una naturale attività tettonica.
Nonostante la comprensibile apprensione tra i cittadini, soprattutto dopo le scosse più forti, non sono state segnalate criticità particolari.
Le autorità invitano comunque alla prudenza e a seguire le indicazioni della Protezione civile in caso di nuove scosse.
