Un’ondata di segnalazioni ha invaso nelle ultime ore i portali di monitoraggio, segnalando un malfunzionamento su larga scala dei servizi Amazon. Il disservizio, che sta coinvolgendo milioni di utenti in tutto il mondo, riguarda non solo la piattaforma di e-commerce, ma anche le infrastrutture cloud di Amazon Web Services (AWS), cuore pulsante di gran parte del web moderno.

Le prime analisi tecniche indicano che la causa del blackout risiederebbe in un problema critico nei sistemi principali di AWS, in particolare nei servizi Amazon DynamoDB e Elastic Compute Cloud (EC2).
Queste unità rappresentano componenti essenziali dell’infrastruttura globale di Amazon: da esse dipendono non solo i servizi interni dell’azienda, ma anche migliaia di siti, app e piattaforme di terze parti che utilizzano AWS per l’archiviazione dati e la potenza di calcolo.

Il risultato è stato un vero e proprio effetto domino: l’interruzione ha messo fuori uso o rallentato pesantemente numerosi servizi online, tra cui piattaforme di gaming come Clash Royale e Roblox, strumenti di design come Canva, e diversi portali aziendali e istituzionali.

Gli stessi servizi interni di Amazon stanno subendo disagi significativi.
In Italia e in molti altri Paesi, gli utenti segnalano problemi di accesso al sito principale, impossibilità di concludere acquisti e malfunzionamenti delle app su smartphone e tablet.

Molti clienti non riescono a effettuare il login o a completare pagamenti, mentre alcuni servizi di consegna automatizzata risultano temporaneamente bloccati.

Amazon non ha ancora fornito una stima precisa dei tempi di risoluzione, ma un portavoce del gruppo ha confermato che i tecnici AWS sono al lavoro per identificare e correggere l’origine del guasto.
Nel frattempo, l’azienda invita gli utenti alla pazienza e promette aggiornamenti ufficiali non appena il servizio tornerà completamente operativo.

Un episodio che dimostra, ancora una volta, quanto la dipendenza globale dalle infrastrutture cloud di AWS renda vulnerabile un ampio ecosistema digitale, che va ben oltre i confini del colosso di Seattle.