L’amministrazione comunale di Massa vuole portare a casa il bando delle periferie e si attiverà presso il Governo, attraverso i deputati legati alle forze di centro destra apuane perché a settembre alla camera sia ritirato l’emendamento che proroga il bando al 2020. E’ il sindaco Francesco Persiani, in apertura del consiglio comunale, a rassicurare i cittadini sul fatto che l’amministrazione non sta sottovalutando la questione, ma “insisterà perché il governo mantenga l’impegno preso ed anche se, nel frattempo, sta studiando alternative – dice – le somme stanziate devono essere destinate alle città”. Per Massa, i progetti del bando delle periferie includono rotonde, riqualificazione di scuole, stazione, ma soprattutto il palazzo di via Pisacane. “Ci siamo attivati – ha riferito il sindaco – insieme agli altri comuni e all’Anci per poter ottenere i fondi che erano ormai stati impiegati e per salvare i progetti che il comune di Massa ha inviato il 6 agosto. C’è massima attenzione da parte nostra – ha proseguito – e abbiamo preso nota della proroga del governo con rammarico”. Dichiarazione apprezzata dai consiglieri dell’opposizione, Stefano Alberti e Uilian Berti, ex assessore ai lavori pubblici e vicesindaco, pronto a collaborare con l’amministrazione per farsi ascoltare a Roma. Una precisazione però l’ha voluta fare Luana Mencarelli, movimento 5 stelle sulla decisione presa dal governo giallo-verde: “c’è la sentenza 74/2018 della corte costituzionale, che ha accolto il ricorso presentato dalla regione veneto , perché il bando – ha precisato la consigliera – ha invaso le competenze della regione”. “E’ già paradossale che in una città con 70 mila abitanti esistano le periferie – ha commentato Alessandro Amorese di Fratelli d’Italia – non è bello che deputati della zona creino allarmismo quando potrebbero dare aiuto”.
