Al Sindaco Francesco De Pasquale

Al Presidente del Consiglio Comunale Michele Palma

 

PREMESSO

-che con deliberazione di C.C. n. 44 del 31/05/2016 è stato affidato ad Apuafarma S.p.A. la gestione integrata dei servizi cimiteriali a far data dal 15/06/2016 fino al 31/12/2035;

-che con successiva deliberazione di G.C. n. 315 del 09/06/2016 è stato approvato lo schema di contratto di servizio per la disciplina dei rapporti tra il Comune di Carrara e Apuafarma S.p.A. riguardante la gestione integrata dei servizi cimiteriali dal 15/06/2016 fino al 31/12/2035 prevedendo all’art. 4   tra le competenze comunali non trasferibili, quelle relative alla fissazione delle tariffe dei servizi cimiteriali e dei canoni concessori;

-che con il Decreto del Ministero dell’Interno  n. 189/2002 venivano stabilite le tariffe massime applicabili per le cremazioni e con successivo decreto 136/2006 ne veniva apportato  l’adeguamento;

– che nella Delibera  di Giunta n°30 del 19 Gennaio 2018 si evidenziava che, prima dell’entrata in funzione a pieno regime del forno crematorio, al fine di consentire il monitoraggio dell’impianto di cremazione in condizioni di utilizzo intensivo, vi era la necessità di  cremare 1/2/3 salme al giorno a partire dal giorno 22/01/2018.

-che nella stessa delibera si riteneva opportuno, limitatamente alle cremazioni preliminari, di applicare   tariffe di favore determinando il costo per i residenti in € 275,00 e per i non residenti in € 305,00;

– che con Delibera del C.C. n.7 del 31 Gennaio 2018 con oggetto “ Regolamento di polizia Mortuaria. Modifiche” veniva inserito ex novo il CAPO X Cremazioni , e che all’ art 70 bis veniva riportato:

– comma 2 omissis…È altresì consentita la cremazione di cadaveri, resti mortali ossa di soggetti residenti in qualsiasi altro comune d’ Italia per garantire l’ equilibrio economico finanziario della gestione dei servizi cimiteriali;

– comma 3 omissis…L’ Amministrazione comunale può stabilire tariffe più contenute per le cremazioni dei cittadini residenti o nati o che in vita hanno risieduto nel Comune di Carrara rispetto ai non residenti;

-che nella Delibera del C.C. n. 8 del 31 Gennaio 2018 con oggetto “ Tariffe per i servizi di cremazione Istituzione” si dava mandato alla Giunta di differenziare le tariffe in base al requisito dell’essere residente o non residente, individuando altresì le tipologie relative al servizio di cremazione;

-che con successiva delibera di Giunta N. 86 del 27 Febbraio 2018 8 in ottemperanza alla delibera n° 8/2018 del C.C. venivano approvate le “nuove tariffe” relative ai servizi di cremazione per i residenti € 570 e per i non residenti € 621,02;

CONSIDERATO

– che il Sindaco Francesco De Pasquale ed il Vice Sindaco Matteo Martinelli, all’epoca della costruzione del Tempio Crematorio, nelle vesti di Consiglieri Comunali di opposizione del Movimento 5 Stelle, non perdevano occasione per  manifestare la loro contrarietà alla costruzione del Forno crematorio e promettevano battaglie in nome dell’ambiente e della tutela della salute pubblica, contro il possibile inquinamento dovuto alle emissioni per il funzionamento dell’ impianto;

. che il Sindaco Francesco De Pasquale ed il Vice Sindaco Matteo Martinelli una volta trovatisi a gestire la messa in funzione del Forno, ribadivano a più riprese che l’utilizzo dell’impianto sarebbe stato limitato, per la salvaguardia ambientale e della salute dei cittadini, allo stretto necessario per il raggiungimento del pareggio di bilancio e che, per ottenere il risultato prefissato si sarebbero dovute cremare 1000/1100 salme, autorizzando anche la cremazione delle salme dei non residenti, visto che la media degli ultimi anni di cittadini carraresi cremati stimata intorno alle 450 unità, non sarebbe stata sufficiente a raggiungere il punto di break even auspicato.

DATO ATTO

-che   il prezzo fissato dall’Amministrazione comunale   per la cremazioni dei residenti è stato stabilito in € 570 e che i concittadini che hanno scelto  la pratica della cremazione  si aggirano annualmente sulle 450/500 unità,  Apuafarma  incasserebbe   dalle cremazioni dei soli residenti da un minimo di  € 256.500  ad un massimo di € 285.000 ( al netto di IVA rispettivamente da € 210.245 a € 233.606).

– che da un’ analisi relativamente al numero di operatori cimiteriali non risulta ci siano state assunzioni di personale qualificato dopo l’ avvio del Forno crematorio. Semmai risulta  una diminuzione di operatori cimiteriali in servizio nella gestione dei cimiteri, in quanto per il funzionamento dell’ impianto di cremazione, almeno due unità sarebbero state trasferite a quelle mansioni. Non è difficile supporre quindi che il costo delle circa 1000/1200 ore lavorative annuali necessarie per effettuare le cremazioni de quo,  sia assorbito dal costo dei servizi cimiteriali da dove sono state trasferite le due unità. Presumendo quindi che nessuna spesa di gestione sia per il momento da imputare al funzionamento del Forno;

 

– che le spese per i costi di gestione del Forno possono essere quantificabili  in circa € 12.000 per consumo gas; in € 8.000 di energia elettrica; € 8.000 altre utenze varie; oltre ad altri circa € 30.000 per spese generali ( manutenzione ordinaria ad esempio). Se si facesse  una somma aritmetica dei costi si raggiungerebbe a malapena la spesa di € 58 .000. Cifra che, detratta dal corrispettivo incassato come precedentemente evidenziato, evidenzia un surplus che va da 198.500 a 227.000.

 

 

RICORDATO

-che sarebbe opportuno che i cittadini fossero adeguatamente informati sui dati delle emissioni, pretendere che i dati siano resi pubblici è  una richiesta di  trasparenza e di buon senso. La pubblicazione dei dati disaggregati  sulle emissioni potrebbero inoltre   essere un buon deterrente per evitare allarmismi. Detto questo ho l’ obbligo anche  di ricordare che in riferimento ai possibili effetti sulla salute dell’uomo e sull’ambiente, i principali inquinanti che potrebbero svilupparsi nella combustione del feretro e della salma ed essere emessi nell’ ambiente con la combustione,  sono le di diossine ed il mercurio. Quindi a tutela della salute dei cittadini si chiede se sono state effettuate   ricerche sulla presenza di diossine e mercurio in campioni di terreno e vegetali prima della entrata in esercizio del forno crematorio per verificare, con successivi controlli periodici, eventuali deposizioni significative di inquinanti  a scopo precauzionale. Controlli che dovrebbero essere   ancor più stringenti nella nostra zona  in quanto sono presenti altre importanti fonti di inquinamento, a causa dei possibili effetti sommatori, potrebbe far  riscontrare conseguenze  negative sulla salute umana e sull’ambiente per l’ accumulo di altri agenti tossici emessi.

– che una recente revisione della letteratura in tal senso ha messo in evidenza che le emissioni di mercurio dai forni crematori non sono affatto trascurabili. Si stima che la cremazione di  100 salme l’anno, emetta quasi un chilo di mercurio. La cremazione annuale di migliaia di salme potrebbe causare emissioni di decine di chilogrammi per l’ amalgama dentaria. Si mette in evidenza a tal proposito  che l’ esposizione al mercurio ed alle diossine, anche a dosi estremamente basse, è responsabile di danni al sistema nervoso in via di sviluppo e come in tutte le forme di combustione  la quantità di inquinanti emessi è in rapporto alla quantità di materiale bruciato.

-che in data 13 Giugno 2018, con un comunicato stampa, il Presidente di Apuafarma Luca Cimino e l’Assessore all’ Ambiente Sarah Scaletti rassicuravano sulle emissioni dell’impianto precisando che i valori di riferimento erano in linea con quelli imposti dalla Autorizzazione Unica Ambientale rilasciata dalla Regione Toscana, senza peraltro riportare pubblicamente i dati effettivi delle emissioni;

 

-che dopo 4 mesi  dai sopralluoghi effettuati nel mese di Febbraio 2018, ARPAT in data 15 Giugno 2018 ha reso noto i dati a seguito della messa in esercizio del nuovo impianto di cremazione di Turigliano a Carrara:

– che dal controllo dei risultati analitici è emerso come i certificati trasmessi riportassero in modo errato i metodi di campionamento adottati e fossero incompleti per quanto riguarda i volumi e i tempi di campionamento, non consentendo una corretta valutazione delle metodiche eseguite.

– che durante i sopralluoghi i tecnici ARPAT avevano potuto invece accertare la correttezza delle metodiche utilizzate e concordate. L’Agenzia ha chiesto l’integrazione dei rapporti oltre ad una relazione sugli interventi adottati per eliminare le emissioni  diffuse che erano state riscontrate nell’ambiente chiuso in fase di collaudo. Nel corso del primo sopralluogo, infatti, durante la cremazione, erano stati percepiti – all’interno del locale – odori tipici della combustione.

-che, oltre a quella appena sopra riportata non vi sono state altre comunicazioni formali di ARPAT relativamente ai dati delle emissioni nei mesi da Febbraio ad oggi, l’allarme ambientale e le preoccupazioni per la salute dei cittadini relative all’utilizzo dell’impianto non sono però state scongiurate;

 

RITENUTO

-che sarebbe stato piu politicamente corretto che L’ Amministrazione 5 Stelle avesse dichiarato di avere cambiato idea sul Tempio crematorio. Che avesse avuto il coraggio di informare i cittadini di Carrara che piuttosto di salvaguardare L’ ambiente e la salute dei cittadini aveva deciso di  fare business.

– che con la la mancata assunzione di personale specializzato nella gestione dell’ impianto (ulteriore garanzia per i cittadini) si è optato per l’utilizzo di operatori cimiteriali forse non proprio idonei né fisicamente né tecnicamente a gestire tecnologie complesse;

TUTTO QUANTO SOPRA PREMESSO E CONSIDERATO

 

Si Esprime forte dissenso sulla politica ambigua tenuta dal Sindaco Francesco De Pasquale e dal Vice Sindaco Matteo Martinelli relativamente all’ utilizzo del Tempio crematorio.

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA

a predisporre nell’ immediatezza tutti gli atti necessari al fine di autorizzare le cremazioni al Tempio crematorio per i soli residenti del Comune di Carrara mantenendo le tariffe attuali.

 

Lorenzo Lapucci Forza Italia