Il Consiglio Regionale si pronuncia oggi su una mozione presentata dal portavoce del Movimento 5 Stelle Giacomo Giannarelli che sollecita Regione, Comune di Carrara e Port Authority a collaborare per contrastare l’evasione nel distretto del marmo. L’evasione è una pratica che va assolutamente combattuta e, sotto questo profilo, è giusto mettere in atto quello che serve per eliminare una brutta prassi che, tra le altre cose, distorce la concorrenza tra le imprese.
I consiglieri regionali, tuttavia, dovrebbero prendere nettamente le distanze dai toni da crociata usati da Giannarelli. Non sappiamo se l’espressione “soldi rubati alla città” sia solo una sgraziata boutade elettorale. In ogni caso, a meno che non vi siano (cosa molto improbabile perché materialmente impossibile per la configurazione orografica dei bacini) flussi di blocchi di marmo che non transitano dai check point delle pese comunali, l’accusa è inconsistente. In base al regolamento comunale, infatti, la tassazione del marmo non è basata sul prezzo riportato sulle fatture delle aziende ma su un valore stimato dal Comune con una procedura molto complessa. Visto che i blocchi passano tutti alle pese, eventuali minori introiti per la città sarebbero da imputare esclusivamente ad errori dell’Ufficio marmo (quindi, non sarebbe un caso di “dolo” ma al massimo di una “colpa” degli uffici).
L’aggressività verbale usata spregiudicatamente da Giannarelli trincerato dietro la Procura stravolge lo stato delle cose. In primo luogo, i casi di sottofatturazione sotto i riflettori delle indagini Black Marble non riguardavano le aziende che cavano il marmo ma società commerciali; in secondo luogo, se effettivamente messi in atto dalle cave in ogni caso non avrebbero determinato una sottrazione di entrate per il Comune di Carrara ma per lo Stato (minore imponibile Ires).
Ultimo, non meno importante: i 130 milioni ai quali si riferisce Giannarelli (crediamo sempre secondo gli scarni comunicati della Procura) riguardano il presunto volume di affari non dichiarato; se il comportamento elusivo fosse confermato, l’effettivo importo evaso sarebbe stato ovviamente solo una parte di questo e, come detto, non avrebbe impattato sul bilancio del Comune. Per inciso, sempre in base a quanto hanno riportato le cronache, lo scorso ottobre molte delle accuse dell’indagine Black Marble sono state ridimensionate dai Giudici.
Anche sulla consistenza della filiera Giannarelli (come l’ex Assessore Marson) si dimostra poco informato; recentemente la Giunta Regionale ha incaricato Irpet di quantificare in che misura i blocchi estratti sono trasformati nel distretto e siamo in attesa del responso che, crediamo, sarà utile anche per i lavori del Consiglio Regionale. Più in generale, vogliamo confidare che la mozione del consigliere del Movimento 5 Stelle sarà valutata nel merito, senza niente cedere ai toni gladiatori da mediocri campagne elettorali.
