ospedale pontremoliCome possiamo guardare con fiducia a un’Azienda che pochi mesi fa ci ha portato via posti letto dal reparto di medicina “senza dire niente a nessuno”, senza alcun confronto con il territorio e con i rappresentanti dei cittadini? Questo è solo uno dei tanti esempi possibili, ma rivela un metodo ben preciso, un metodo che ritengo non sia più accettabile.

Secondo me, chi si accontenta di una “medaglia di latta” – qual è la qualifica di ospedale di zona – sbaglia. E’ il modo di procedere al quale abbiamo assistito negli ultimi anni: a parole, grandi rassicurazioni, impegni precisi, progetti di valorizzazione, promesse di investimenti; nei fatti, continui tagli, passaggi graduali verso il progressivo smantellamento dell’ospedale di Pontremoli e della sanità lunigianese.

 Veniamo all’oggi e atteniamoci alla concretezza dei fatti: il mancato rinnovo del primario di rianimazione rappresenta una scelta precisa che si tradurrà in un drastico ridimensionamento di quel reparto. Indebolire l’unità operativa di rianimazione vuol dire compromettere il funzionamento dell’interna struttura perché da quel reparto dipendono l’efficienza di tutto l’ospedale e la possibilità di garantire una serie di servizi fondamentali.

Pontremoli non può accontentarsi di piccoli riconoscimenti: abbiamo bisogno di un progetto di lungo periodo. Vogliamo garanzie sulle prestazioni essenziali per garantire il diritto alla salute dei cittadini lunigianesi, ma non solo.

 Chiediamo alla Regione Toscana di individuare insieme a noi la vocazione dell’ospedale di Pontremoli. Faccio un esempio: Borgotaro, un ospedale e un territorio con caratteristiche simili a Pontremoli. Lì è stata fatta una scelta: quella di investire sull’ortopedia. Oggi Borgotaro rappresenta un’eccellenza, un ospedale che riesce a essere attrattivo in un ambito ben preciso. 

A Pontremoli su che cosa vogliamo investire?

 Sulla sanità in Lunigiana esiste un problema politico. Il prossimo anno ci saranno le regionali. Quelle elezioni sono l’unico momento in cui i cittadini hanno la possibilità di incidere, di esprimere il loro giudizio, di esercitare il controllo democratico sulla gestione della sanità. Non dimentichiamo che il direttore generale dell’azienda sanitaria è espressione diretta del governo regionale. Certamente Pontremoli e la Lunigiana metteranno al centro del dibattito e della campagna elettorale il tema del diritto alla salute. Porremo questioni precise, proponendo una netta discontinuità con il passato.