La piccola auto elettrica ha preso fuoco di notte in via Alfieri. Le fiamme non solo l’hanno distrutta, ma hanno anche rovinato altre due vetture che era parcheggiate ai lati di quello che era il vero obiettivo del piromane. Perché, anche se ancora manca l’ufficialità della relazione dei pompieri che hanno effettuato l’intervento, è ovvio che si tratta di un gesto doloso. Ma per quale motivo? L’automobile era una vettura pubblicitaria, con il logo del negozio del titolare sulle fiancate. Quindi riconoscibile. I casi sono due: o hanno voluto dare un avvertimento al proprietario oppure l’auto è stata scelta a caso perché un po’ più vistosa delle altre. Invece è da escludere quasi certamente il cortocircuito.
È chiaro che se la pista dei carabinieri fosse la prima allora si potrebbe parlare anche di racket. Ma gli inquirenti ci vanno con i piedi di piombo, anche perché la vittima del gesto ha escluso categoricamente di essere mai stato minacciato da qualcuno. Ma è plausibile l’atto vandalico messo in atto da qualcuno soltanto per divertimento? L’Arma non crede neppure a questo. Soprattutto per i danni provocati da chi ha acceso il fuoco, davvero ingenti per non essere calcolati.
Il Tirreno (testo e foto)
