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sabato, 7 dicembre, 2013

https://www.antenna3.tv/2013/12/07/un-idea-semplice-per-rilanciare-carrara-la-lancia-giancarlo-fornei-che-ne-pensate/

Mediavideo Antenna3

Un idea semplice per rilanciare Carrara. La lancia Giancarlo Fornei. Che ne pensate?

di  Redazione web

come vivere alla grande forneiCarrara (in Toscana), la città dove sono nato e vivo ancora (spesso mi domando cosa mi tenga in questa città), è letteramente allo sfascio: non esagero se affermo che è messa peggio di una città del Terzo Mondo (con tutto il rispetto per loro).

Eccoti 5 punti che nessuno potrà mettere in discussione:

1) La disoccupazione è elevatissima;

2) L’economia è a terra;

3) Una percentuale molto alta di negozi ha chiuso e i fondi sono vuoti;

4) Credo che il comune di Carrara sia uno dei più indebitati d’Italia;

5) Le cave e il marmo, che potrebbero essere una grande risorsa, sono in mano a pochi imprenditori che si arricchiscono alle spalle della collettività (senza neppure avere l’intelligenza di far lavorare il marmo scavato a Carrara).

Ma siccome tutti sono bravi a lamentarsi e nessuno ha il coraggio (o la voglia) di dare delle soluzioni, eccone una.

Banale, semplice, ma pratica, tremendamente pratica.

Parto da tre presupposti:

1) La moria dei negozi a Carrara è reale e verificabile da tutti, con qualche centinaio di fondi sfitti, che non arredano più le strade e non rendono più “viva” la città (le vetrine e le insegne spente danno un senso di squallore unico);

2) Le casse del comune sono vuote (non entro nel merito delle incompetenze e dare nomi e cognomi di chi sia la colpa, voglio solo essere propositivo);

3 A Carrara abbiamo molte eccellenze, due sicure: l’Accademia di Belle Arti e la Scuola del Marmo.

Fatte queste doverose premesse, ecco la mia banale idea:

1) Se fossi il Comune di Carrara avvierei un censimento per verificare quanti siano i negozi sfitti/vuoti a Carrara. Poi proporrei una convenzione ai proprietari che dovrebbero dare i loro negozi in comodato d’uso ai giovani artisti emergenti di queste due scuole;

2) Il comodato dovrebbe durare almeno due anni; in questi due anni, i giovani artisti pagherebbero un affitto simbolico di soli 100 euro il mese, con accordo già inserito in convenzione, che alla fine dei due anni, i proprietari tornerebbero, con gradualità, agli affitti di mercato (la gradualità dovrebbe essere spalmata in almeno 3 anni);

3) Il Comune di Carrara, in cambio, garantirebbe ai proprietari di negozi che aderirebbero alla convenzione, la totale esenzione delle tasse comunali per i due anni a venire (niente addizionale irpef, tares, tarsu, ici, imu, luc, o come cavolo volete chiamarla);

4) I giovani artisti, oltre all’affitto simbolico, si dovrebbero impegnare ad aprire in città degli atelier artistici (scultura, ceramica, pittura, ecc.). Inoltre, si impegnerebbero a rendere “vivi” i negozi, pitturandoli e abbellendoli come solo loro saprebbero fare;

5) I giovani artisti, s’impegnerebbero, inoltre, a rimanere in città con i loro atelier anche per i successivi tre anni, garantendo, di fatto, il proseguio della loro attività artistica a Carrara (almeno per altri tre anni, che uniti ai primi due, fanno cinque anni di atelier artistici aperti a Carrara);

Al termine dei due anni di convenzione, si avrebbero come minimo questi vantaggi, per TUTTI (Comune, proprietari, giovani):

Vantaggio n°1, per il Comune di Carrara.
Vedrebbe la città “rifiorire” e dopo due anni, tornerebbe anche a percepire le tasse dai proprietari ma, con una ulteriore opportunità di ritorno fiscale: molti di quei giovani artisti, comincerebbero a creare ricchezza per il territorio, ricchezza che in parte tornerebbe nelle tasche del comune.

Vantaggio n° 2, per i proprietari.
I loro fondi acquisterebbero valore e, soprattuto, non cadrebbero nell’incuria più totale, perché ci sarebbe qualcuno dentro a ridipingerli, sistemarli, abbellirli, prendersene cura. Alla fine dei due anni, poi, tornerebbero – seppur in maniera graduale – anche a guadagnarci una rendita sopra.

Vantaggio n° 3, per i giovani.
I giovani artisti che vengono a Carrara a studiare nelle nostre due eccellenze, troverebbero nella città una sorta di “Incubatore Gigante d’Artista”. Una città a misura d’artista, che permetterebbe ai migliori di loro (le valutazioni scolastiche saranno fondamentali) di dare vita ai propri sogni.

Ma io ci vedo anche un altro grande vantaggio per tutta la collettività: Carrara tornerebbe al centro dell’attenzione del mondo, perché finalmente potrebbe fregiarsi del titolo di Capitale Mondiale del Marmo Globale (estratto e lavorato)!

Tutto questo significherebbe ricchezza per la città e ricchezza per il territorio tutto.

Non si può fare perché è un’idea troppo semplice?
Può darsi, ma le idee semplici sono il sale della vita.

Non si può fare perché mancano i soldi al Comune di Carrara?
Può darsi, ma basterebbe risparmiare dagli sprechi e dalle cose inutili, vedi i famigerati fuochi di artificio di Ferragosto che non servono a nulla e fanno per giunta anche schifo.

Non si può fare perché non ci starebbero i proprietari di fondi?
Può darsi, ma intanto cominciamo a portare avanti il progetto con quei pochi che ci stanno (tra non far nulla, o fare comunque qualcosa, anche se poco, io sono per l’agire).

Non si può fare perché anche risparmiando ci sarebbero pochi soldi nelle casse del Comune?
Può darsi, ma perché non provare a fare un progetto pilota, con soli 5/6 negozi e cinque/sei ragazzi in gamba che hanno dimostrato (valutazioni scolastiche alla mano), di avere idee e vena artistica?

Non si può fare…
Quali sono le scuse del Comune di Carrara per dir che non si può fare?

Tutto si può fare nella vita, purché vi sia visione d’intenti tra le parti, sinergia e, soprattutto, voglia di fare.

Aspetto i tuoi commenti…

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
Ex marketer dei Servizi Turistici

ore: 17:51 | 

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