La Regione Toscana ha destinato soldi al territorio per riparare ai danni causati dal maltempo e dalla politica miope che finora ha governato in questa città.
E gli effetti di questo assoluto disinteresse per il territorio, sia fisico che civico, si è manifestato anche nelle gare di appalto che hanno distribuito queste somme.
In consiglio comunale è stato chiesto un commissario ad acta proprio per manifesta incapacità di questa amministrazione di gestire il denaro pubblico, oltre che per una totale assenza di politica di sviluppo per l’economia locale.
La dimostrazione si è avuta anche in questo caso dove sono state approntate gare di appalto a corpo unico e con categorie di specificità elevate tali da scartare automaticamente tutte le ditte locali che hanno necessità di lavorare e possiedono anch’esse specificità, sebbene di categoria inferiore, tali da garantire un valido se non migliore e più “sentito” contributo per il risanamento del territorio.
Bastava procedere a scorporare i lavori da effettuare, e creare lotti più piccoli cui invitare esclusivamente ditte locali.
Oppure, e questo è il problema di una politica sorda e disinteressata alla ripresa di questa città, comunicare l’imminenza di queste gare per permettere alle imprese di organizzarsi, magari in consorzi, per accumulare quelle specificità richieste per garantirsi l’appalto e ottenere lavori per centinaia di migliaia di euro.
Invece vinceranno sempre grosse ditte esterne alla città, se non alla regione, che, poi, subappalteranno parte insignificante di questi lavori con cifre da fame che garantiranno briciole alle ditte locali che continuano a chiedere e a sperare in un recupero dell’economia.
Stessa sorte seguirà il mega progetto del mercato coperto, tanto sbandierato e pubblicizzato proprio ora in piena campagna elettorale.
I lavori pubblici in questa città, oramai si è capito, non sono una necessità, ma un palcoscenico elettorale di primo piano.
Infatti, in questo mega progetto che doveva portare a nuovi parcheggi, ma che sarà un altro topolino partorito dall’elefante, i lavori dovranno essere distribuiti in lotti che garantiranno alle ditte locali di poter partecipare alle gare e, ove possibile, assicurarseli, proprio in un’ottica, chiamiamola pure sciovinista, improntata al recupero di un’economia tenuta da troppo tempo sotto pressione in quanto, storia insegna, nello stato di bisogno (oserei dire indigenza) si governa meglio e ci si garantisce il potere illimitatamente. Ma questo accadeva nei regimi: ora siamo in democrazia. Ed allora sarebbe ora di abbandonare il populismo di queste amministrazioni succedutesi negli ultimi venti anni e si passasse ai fatti.
Stefano Caruso
Consigliere comunale PdL
