Ancora problemi per gli utenti italiani alle prese con il passaggio al digitale terrestre su tutto il territorio nazionale. Questa volta le principali segnalazioni di malfunzionamento arrivano dalla Toscana e in particolar modo dalla provincia di Prato dove, a un anno dal passaggio al nuovo sistema e superata la fase di assestamento, sono ancora in molti a non visualizzare l’intera gamma dei canali disponibili, con i maggiori problemi che si riscontrano per quanto riguarda i canali Mediaset.

I problemi sono comunque riscontrati a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale e in più di un caso le associazioni dei consumatori stanno invitando gli utenti a presentare le proprie denunce per studiare il problema e le possibili soluzioni. E nella stessa direzione si muove anche la politica locale: è il caso della provincia di Lecce ad esempio, che nel prossimo consiglio provinciale del 12 ottobre ha inserito nell’ordine del giorno proprio la discussione per la tutela dei cittadini della provincia salentina che sono ancora interessati dal malfunzionamento.

La situazione, del resto, non è delle più rosee, e ulteriori problemi potrebbero presto aggravarla; questo perché il segnale del digitale terrestre rischierà di essere fortemente disturbato, se non addirittura oscurato, dall’arrivo delle reti LTE (Long Term Evolution) – la più recente evoluzione degli standard di telefonia mobile che nasce come nuova generazione di accesso mobile a banda larga – che potrebbero causare delle forti interferenze. Le nuove reti sbarcheranno in Italia a gennaio del 2013 e le grandi compagnie telefoniche le utilizzeranno sulle stesse frequenze delle antenne televisive, anche se su canali diversi.

Secondo i calcoli, c’è il rischio che circa un milione di case possano essere così interessate dal problema e per rimediare si parla dell’installazione di alcuni filtri che potranno costare da 10 fino a 130 euro. Una spesa in più per i cittadini alla quale le associazioni dei consumatori hanno già “dichiarato guerra” costringendo il governo a trattare con le compagnie telefoniche inserendo una norma specifica nel nuovo decreto sull’Agenda Digitale per obbligare gli stessi operatori a sostenere i costi di eventuali disfunzioni del sistema di ricezione televisivo. Tutto ciò, ancora in attesa che il passaggio al digitale possa definirsi effettivamente completato…