Il Ministro Piantedosi comunic a Giani “individuata l’area di Pallerone”. Contrari Regione e territori, il centrodestra difende il progetto
Si accende il dibattito politico in Toscana dopo l’ipotesi di realizzare un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) ad Aulla, in Lunigiana.
La svolta arriva con una lettera del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi indirizzata al presidente della Regione Eugenio Giani, nella quale si indica come «improcrastinabile» il potenziamento delle strutture per il rimpatrio dei migranti irregolari.
Nel documento, il Viminale comunica che, a seguito di una ricognizione effettuata dalla Prefettura, è stata individuata come area idonea quella di Pallerone, nel comune di Aulla, dove sono già in corso verifiche tecniche di fattibilità. Nessuna richiesta formale di parere, ma l’auspicio di «un’ampia convergenza sull’iniziativa».
Dal Governo, inoltre, filtra l’ipotesi di una possibile compensazione con una riduzione delle presenze nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) sul territorio.
Immediate le reazioni politiche, con il centrosinistra che si schiera compatto contro il progetto. Il presidente Giani parla senza mezzi termini di «errore» e «oltraggio», sottolineando la fragilità del territorio lunigianese e criticando il modello dei Cpr, ritenuto «fonte di attrazione di criminalità e di scarsa efficacia».
Netta anche la posizione del Comune di Aulla. «Ci siamo già espressi con parere contrario – afferma il sindaco Roberto Valettini – attraverso due delibere consiliari approvate all’unanimità».
Dal Partito Democratico arrivano critiche dure: il segretario regionale Emiliano Fossi definisce i Cpr «modelli fallimentari», mentre il consigliere regionale Gianni Lorenzetti denuncia una «decisione calata dall’alto che rischia di comprimere i diritti». Sulla stessa linea anche Alleanza Verdi e Sinistra, che parla di «mini-carceri» e chiede politiche migratorie «più umane e strutturate».
Di segno opposto le posizioni del centrodestra, che difende la scelta del Governo. «Si tratta di una risposta concreta alla richiesta di sicurezza dei cittadini», sostiene il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti, ricordando come la realizzazione di un Cpr fosse da tempo tra le priorità del partito.
Più netto ancora l’eurodeputato Francesco Torselli, che parla di «data storica» e collega la misura all’emergenza sicurezza in Toscana, citando anche i recenti fatti di cronaca. Sulla stessa linea la Lega, che sottolinea come la presenza di un Cpr possa facilitare le procedure di espulsione degli stranieri irregolari.
Intanto, dal Ministero si guarda avanti: l’area individuata è demaniale e si starebbe valutando la realizzazione del centro attraverso Invitalia, con una capienza prevista fino a un massimo di 100 posti.
Il confronto è appena iniziato, ma la prospettiva del Cpr ad Aulla si preannuncia già come uno dei temi più divisivi nel dibattito politico regionale
