Genitori e nonni perdono il ricorso, la bambina è adottabile. Lo ha stabilito la Corte di Appello di Bologna presieduta da Daniela Magagnoli, che ha deciso sul caso della piccola di sei anni che nel luglio 2010 venne rapita dai genitori, Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, entrambi di Reggio Emilia, da una casa di vacanze di Partaccia, in provincia di Massa Carrara.
La bambina era già stata dichiarata adottabile dal Tribunale dei Minori di Bologna nel settembre del 2011, dopo che questo aveva affermato l’inidoneità dei genitori a prendersi cura della figlia per problemi legati alla tossicodipendenza. Oggi, respinto il ricorso, l’adottabilità è stata confermata. Anche se è ancora possibile un ricorso in Cassazione.
I genitori, dopo un’inchiesta dei carabinieri di Reggio Emilia, furono dichiarati decaduti dalla patria potestà nel 2008, e tutore della bambina venne nominato il Comune di Reggio Emilia. Il tribunale dei Minori, dopo altri accertamenti, affidò poi la piccola ad una famiglia, nel 2010, stabilendo che nemmeno i nonni erano idonei ad ospitare la bambina. Fu dopo tale decisione che i genitori decisero di riprendersi la figlia. Una prima volta, nel marzo 2010, la portarono in Slovenia, per poi tornare in Italia. La seconda sottrazione avvenne dal 16 al 27 luglio dello stesso anno: la portarono via minacciando con una pistola giocattolo il personale della comunità di Marina di Massa. La piccola fu ritrovata in Svizzera e i genitori vennero condannati a due anni e quattro mesi per sequestro di persona.
Il caso divenne un caso mediatico, i genitori denunciarono “abusi e violazioni” del Tribunale dei Minori. Tesi evidentemente respinta dalla Corte d’Appello, che nella decisione afferma “l’incapacità dei genitori ad assicurare alla bambina adeguate cura e assistenza, apparendo i limiti del padre e della madre francamente irreversibili”. La Corte ha così respinto gli appelli e confermato la sentenza del Tribunale dei Minori di Bologna che dichiara lo stato di adottabilità della piccola, non più nelle condizioni di rientrare nella famiglia naturale.
