“Le polemiche che da settimane farciscono le edizioni locali dei quotidiani e le discussioni sui social networks evidenziano la volontà da parte di alcuni di strumentalizzare una scoperta archeologica e non di salvarla: a sostenere ciò è l’Associazione 28 aprile.
Infatti la presunta decisione dell’Amministrazione di ricoprire senza se e senza ma l’area di scavo è, infatti, smentita dall’evidenza: è sufficiente andare in Piazza Mercurio.
L’Amministrazione ha seguito fin dall’inizio della progettazione del PIUSS tutte le norme fondamentali per operare nel rispetto dei reperti che sarebbero venuti alla luce e così intende andare avanti. L’indagine archeologica è stata effettuata con la supervisione della Soprintendenza che ha valutato e dato parere circa la copertura delle aree.
La scoperta della fornace romana è da considerarsi una opportunità per questa città, ma è prima necessario che l’Amministrazione si adoperi per la tutela del bene archeologico, come della stabilità dell’edificio che si trova, in parte, sopra la fornace. Tutela che non sempre è in accordo con la fruibilità del bene stesso. Questo aspetto molto importante non sembra essere presente nel dibattito mentre invece è ben presente nell’ Amministrazione Comunale che sta lavorando consultando esperti nel settore del restauro e della valorizzazione archeologica rinviando ogni qualsivoglia decisione al momento in cui sarà in possesso di tutti i pareri necessari e del costo dei diversi interventi.
Così come si banalizza o si oscura la decisione dell’Amministrazione di predisporre locali idonei per un Museo di Archeologia Romana (considerato l’alto numero di reperti trovati) nel palazzo Bourdillon i cui lavori di recupero avranno inizio fra breve e su cui è già stata coinvolta la Regione Toscana per predisporre un progetto che potrà essere sostenuto economicamente dalla regione stessa.
Ci si chiede perché non si riconosca a questa amministrazione il merito, con la decisione del rifacimento delle piazze, di averci messo oggi nelle condizioni di aver scoperto la presenza di un’area artigianale di epoca romana funzionale alla coltivazione del vino nella zona che va da Luni a Pisa.
Ci si chiede, quindi, perché negando l’evidenza si continui a disinformare la cittadinanza anche raccogliendo firme contro qualcosa che non è in atto. Cittadinanza che, invece, si sta dimostrando interessata in modo genuino a questa scoperta. Sono, infatti, da considerarsi più che positivi i numerosi confronti di opinione che si possono leggere sui social network. Tale interesse ed entusiasmo deve essere di stimolo per la salvaguardia e la tutela del bene archeologico e storico e se è possibile per la sua valorizzazione a fini turistici.
Noi aspettiamo che tutti questi pareri vengano in possesso dell’Amministrazione e solo davanti a questi pareri sia possibile prendere qualsivoglia decisione.
ASSOCIAZIONE 28 APRILE
