Alla notizia dell’acquisto da parte della società Asi partecipata dall’armatore Enrico Bogazzi dell’ex colonia Olivetti in cui ora sorge l’ostello Turimar, Legambiente sussulta. Un investimento di 40 milioni per la trasformazione delle ex colonie in un grande complesso alberghiero: “Sarà quello stesso imprenditore”, si chiede l’associazione ambientalista, “che piange miseria e dopo aver demolito l’Hotel Mediterraneo mettendone sulla strada i dipendenti, sostiene di non essere economicamente in grado di realizzare l’investimento promesso?”. Ma Legambiente si risponde da sola: il motivo sarebbe evidente: a Massa gli sarebbe permesso costruire il 25% di appartamenti da vendere come seconde case che gli faranno realizzare immediati guadagni, a Carrara no. La stessa possibilità l’amatore starebbe tentando di ottenerla anche nella città dei marmi, chiedendo di trasformare in miniappartamenti le 26 RTA previste dal progetto Botta. “Nel braccio di ferro con Bogazzi”, afferma Legambiente, “il Comune dovrà imporsi con determinazione, facendo chiaramente capire all’armatore che mai otterrà quello che chiede e che solo due sono le carte da giocare: o completare il comparto, oppure cedere il posto a qualche imprenditore più capace di lui”. Oltre a ciò, l’associazione ambientalista suggerisce all’Amministrazione di valutare attentamente la possibilità di revocare a Bogazzi  la concessione edilizia per inadempienza e mettere un vincolo di inedificabilità sull’area fintanto che un altro imprenditore non decida di realizzarvi la struttura alberghiera prevista di cui, peraltro, la città avrebbe molto bisogno. “Naturalmente”, conclude Legambiente, “il dottor Bogazzi dovrà eliminare lo sconcio in cui attualmente versa il suo cantiere, ripristinando il giardino storico e restituendo all’area il decoro necessario ad un centro turistico qual è quello di Marina di Carrara”.