A due mesi dal quarto anniversario del primo crollo del Politeama, avvenuto il 23 giugno del 2008 con il cedimento di una colonna nell’atrio centrale, il processo penale è entrato finalmente nel vivo. Davanti al giudice cosimo maria ferri e a una fitta schiera di avvocati in rappresentanza di 10 parti civili, sei imputati e due responsabili civili ieri al Tribunale di Carrara si è tenuta un’udienza lunghissima iniziata alle 12.30 e conclusasi solo alle 19. Sbrigate alcune pratiche in apertura di dibattimento, confermate le accuse di truffa e disastro colposo contro Nella Pasquini e Ugo Tolaini, che erano state contestate dai loro legali, Ferri si è riservato di decidere alla prossima udienza in merito all’istanza con cui Salvatore Milano, uno dei piccoli proprietari del Politeama, ha chiesto la supervisione della magistratura sulle assemblee del condominio centrale. Ma il vero protagonista dell’udienza di ieri è stato l’ingegner Arcangelo Argenzio, Vice Comandante dei Vigili del Fuoco di Massa-Carrara, tra i primi – 4 anni fa – a intervenire dopo il crollo e quindi interrogato come testimone. Un racconto, quello di Argenzio che ha riportato tutti indietro a quel 23 giugno 2008 e che in una dettagliata ricostruzione delle ore immediatamente successive all’allarme, ha risollevato le paure e la tensione di quei giorni. “Appena ho visto la colonna mi sono reso conto che la situazione era grave – ha ricordato il Vice Comandante – Dopo 30 secondi ho ordinato l’evacuazione dell’intero complesso… in vent’anni di carriera non avevo mai preso una decisione in tempi così brevi”. Argenzio ha raccontato la paura di quelle ore, la certezza che il palazzo sarebbe crollato e anche delle divergenze con i tecnici incaricati dall’amministrazione carrarese: “Non ho condiviso la tipologia di intervento decisa dai consulenti del comune”, ha dichiarato Argenzio che ha spiegato di aver chiesto e ottenuto, il giorno successivo al crollo, un cambio di strategia. “Divergenze di opinione” che si sarebbero poi manifestate, secondo il vigile del fuoco, anche successivamente: “Quando sono tornato a fare un sopralluogo all’interno del palazzo, nel maggio 2009, mi sono reso conto che la situazione era rimasta congelata e che in realtà la messa in sicurezza non era stata completata… il crollo dell’11 marzo 2011 lo ha dimostrato” ha testimoniato il Vice Comandante, sottolineando che a salvare il palazzo sono state la particolare architettura del Politeama, e la maestria del suo progettista Leandro Caselli, e non il progetto del professor Raffaele Bartelletti, il primo consulente a cui si era affidata piazza 2 Giugno per la messa in sicurezza, su cui il vicecomandante dei vigili ha espresso tutte le sue riserve. E alla domanda su quali possano essere state le cause di quel cedimento Argenzio ha ribattuto: “Quelle che ho visto erano sicuramente lesioni da carico verticale ma non è mia competenza stabilirne l’origine”.  Per scoprirlo si dovrà necessariamente attendere l’esito del processo che il giudice Ferri ha già preannunciato sarà lungo e difficile